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Ucciso in strada a colpi di pistola boss dell'Avellinese

Campania

E' successo in via Castagneto a San Martino Valle Caudina. Si tratta di Orazio De Paola, esponente di spicco del clan camorristico Pagnozzi 

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Cinque colpi di pistola esplosi da distanza ravvicinata, uno dei quali alla testa, hanno messo fine alla vita di Orazio Di Paola, 58 anni, rimasto vittima di un agguato di camorra nella tarda mattinata di oggi a San Martino Valle Caudina, in provincia di Avellino. Il suo killer lo ha affiancato in via Castagneto, che De Paola stava percorrendo a bordo di una bici elettrica. I colpi, tutti andati a segno, lo hanno raggiunto al petto all'avambraccio e, quello fatale, alla testa. La vittima era considerata un boss del clan dopo aver scalato le gerarchie in seguito agli arresti del capo clan Gennaro Pagnozzi, detto O' Giaguaro, e del figlio Domenico, detto "Occhi di ghiaccio". Quest'ultimo aveva allargato gli interessi del clan nel Lazio e nella stessa Roma, stringendo alleanze con il clan Senese opposto ai Casamonica.

Chi era il presunto boss ucciso

Fin da giovanissimo era finito dentro vicende legate alla criminalità organizzata, più volte arrestato e destinato al confino e alla sorveglianza speciale. De Paola era tornato in libertà nel 2019 e secondo la Dda di Napoli, prima di rivestire un ruolo di vertice nel clan Pagnozzi, era il riferimento del clan Bove-De Paola smantellato nel 1998. La sua uccisione - è questo il timore di inquirenti e investigatori - potrebbe aver rotto la tregua tra i clan che si contendono le attività criminali in provincia di Avellino e in altri territori della regione attraverso le alleanze incrociate con altri clan camorristici della Campania. Nonostante gli arresti subiti, il clan Pagnozzi di San Martino Valle Caudina (in provincia di Avellino) è sempre risorto dalle ceneri ed ha mantenuto sul territorio a cavallo tra le province di Avellino e Benevento, un diffuso potere criminale soprattutto nell'usura e nelle estorsioni. Con il declino, dovuto all'età ed alle condizioni di salute di Gennaro Pagnozzi, capo storico del clan, detto "o' Giaguaro", le redini dell'organizzazione erano passate al figlio, Domenico Pagnozzi, 56 anni, ritenuto uno dei capi della organizzazione camorristica che operava nella zona sud est di Roma, sgominata nell'operazione scattata all'alba del 10 febbraio 2015 che ha portato alla esecuzione di 61 arresti.