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Camorra, estorsioni nel Napoletano: 2 arrestati tra cui il figlio di un boss

Campania
Foto di Archivio (ANSA)

L’accusa nei confronti del ragazzo di 25 anni è di estorsione aggravata dal metodo e dalle finalità mafiose ai danni di un costruttore della zona

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Tentata estorsione aggravata dal metodo e dalle finalità mafiose ai danni di un imprenditore edile dell'agro aversano, vincitore di un appalto pubblico per i lavori di ristrutturazione delle palazzine popolari di via Garibaldi a Grumo Nevano, nel Napoletano. Qusto è quanto la Dda di Napoli contesta a G.G., 53 anni, ritenuto dagli investigatori contiguo al clan Puca, operante nei comuni di Sant'Antimo, Casandrino e Grumo Nevano.

La ricostruzione dei fatti

L'uomo è stato arrestato dai carabinieri che gli hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli. Secondo quanto emerso dalle indagini, lo scorso febbraio G.G. si sarebbe presentato nel cantiere della vittima intimando al titolare dell'impresa di recarsi "dagli amici di Sant'Antimo" per regolarizzare la sua posizione su quel territorio. L'imprenditore, però, invece di andare "dagli amici di Sant'Antimo" si è recato dai militari dell'Arma. 

Arresto il figlio del boss Pasquale Puca

Nel corso della stessa indagine è stato arrestato a Giugliano in Campania L. P., figlio 25enne di Pasquale Puca, detto "o' minorenne", capo dell'omonimo clan, al momento in carcere. L’accusa nei confronti del ragazzo è di estorsione aggravata dal metodo e dalle finalità mafiose. L’arresto è scattato dopo le rivelazioni di un imprenditore edile già in carcere, G. D'A., secondo cui un costruttore della zona in gravi difficoltà economiche sarebbe stato costretto dall’imprenditore e dal 25enne a sborsare assegni e cambiali per oltre 50 mila euro a fronte di un debito iniziale di 11mila. Inizialmente G. D’A. avrebbe versato del denaro sul conto corrente della vittima la quale, dietro autorizzazione, ne aveva poi utilizzata una parte. Qualche giorno dopo però l’imprenditore aveva detto alla vittima che quelli non erano soldi suoi ma del clan, il quale ora pretendeva gli interessi. Il costruttore, a questo punto, ha denunciato tutto ai carabinieri.