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Rifiuti di azienda sequestrata in impianto abbandonato nel Casertano

Campania
Immagine di archivio (ANSA)

Materiale indifferenziato o speciale, come guaine in plastica, è stato sversato in due vasche di raccolta, della profondità di 10 metri, riempiendole interamente. I finanzieri sono intervenuti insieme con il personale dell'Arpac, che ha avviato dei carotaggi

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I rifiuti della Lea srl, l'azienda con sito di stoccaggio di Marcianise, teatro di un grave incendio nel 2018, e il cui titolare, Angelo Egisto, è stato arrestato due settimane fa insieme con un suo dipendente, sarebbero finiti nell'impianto di compostaggio abbandonato di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano, inserito nel piano regionale. La Guardia di Finanza di Marcianise, che sta indagando da tempo sulla Lea, ha infatti sequestrato l'impianto, di proprietà del Consorzio Unico di Bacino delle Province di Napoli e Caserta (Cub), dove sarebbero state smaltite tonnellate di rifiuti provenienti dall'azienda.

Si indaga su complicità dei dipendenti del Consorzio

I rifiuti, in particolare materiale indifferenziato e rifiuti speciali, come guaine in plastica, sono stati sversati in due vasche di raccolta dell'impianto, della profondità di 10 metri, riempiendole interamente. I finanzieri sono intervenuti insieme con il personale dell'Arpac, che ha avviato i carotaggi. Le indagini continuano per accertare eventuali complicità da parte di dipendenti del Consorzio unico di Bacino. L'impianto di compostaggio sequestrato, ubicato nei pressi dello Stir di Santa Maria Capua Vetere, in un'area degradata dal punto di vista ambientale, è abbandonato da anni, nonostante sia stato inserito nel piano regionale dei rifiuti, che prevede la realizzazione di 15 impianti di compostaggio in tutta la Campania. Il sito, già completato, non è però mai entrato in funzione.