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Trafficavano medicinali salvavita: in manette 5 membri del clan dei Casalesi

Campania
Foto di archivio (Getty Images)

Le prescrizioni venivano compilate a nome di ignari professionisti accreditati presso il servizio sanitario per la somministrazione di farmaci di classe "A" in favore di pazienti spesso inesistenti. In meno di due anni, il giro avrebbe fruttato oltre 600mila euro 

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I carabinieri di Aversa hanno scoperto e interrotto un traffico di farmaci salvavita gestito da elementi legati alla fazione Bidognetti del clan dei Casalesi. I militari hanno arrestato cinque persone: Domenico Spenuso, 40 anni, trasferito in carcere, e altre quattro persone, che hanno ottenuto gli arresti domiciliari. Essi si procuravano le ricette rubandole in ospedali e studi medici per poi compilare prescrizioni a nome di ignari professionisti accreditati presso il servizio sanitario per la somministrazione di farmaci di classe "A" (in totale esenzione di ticket) in favore di pazienti spesso inesistenti o a loro insaputa.

Il traffico

I medicinali venivano recuperati e inviati all'estero tramite vettori compiacenti e senza che venissero rispettate le norme sulla corretta conservazione dei prodotti, con il conseguente pericolo per la salute delle persone. L’indagine della DDA è cominciata in seguito all’inchiesta che qualche anno fa smantellò la cosca nata sulle ceneri del clan Bidognetti, la cosiddetta "nuova gerarchia del clan dei Casalesi", la cui operatività è stata riconosciuta da sentenze giudiziarie. Il clan aveva allargato la propria sfera d'azione impegnandosi in settori quasi mai battuti in modo sistematico, come il traffico di medicinali salvavita, che avrebbe fruttato all'organizzazione guadagni per oltre 600mila euro in meno di due anni.