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Bracciante muore in serra nel Napoletano: denunciato datore di lavoro

Campania
Foto di archivio (ANSA)

L'uomo, di 55 anni, forse per il caldo torrido, ha accusato un malore ed è deceduto poco dopo. Lavorava in nero. Il titolare dell'azienda agricola è accusato di utilizzo di manodopera non in regola, omicidio colposo e violazione delle norme di sicurezza

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Un bracciante di 55 anni è morto, forse per il caldo torrido, mentre lavorava sotto una serra per la coltivazione di meloni. L’uomo, senza un regolare contratto, ha accusato un malore ed è deceduto poco dopo. Il fatto è accaduto mercoledì 28 agosto in un’azienda agricola di Varcaturo, alla periferia di Giugliano, in provincia di Napoli. Il titolare dell’attività, un uomo di 50 anni, è stato denunciato per utilizzo di manodopera non in regola, omicidio colposo e violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.

In attesa dell’autopsia

La salma è stata trasferita all'istituto di medicina legale dell'università "Federico II", dove sarà eseguita l'autopsia. Sull’accaduto stanno indagando ai carabinieri della caserma di Varcaturo, coordinati dal maresciallo Procolo Petrungaro, in collaborazione con i militari del nucleo dell'ispettorato del lavoro. L’imprenditore agricolo è stato sanzionato anche per irregolarità relative alla norme igienico-sanitarie.  

Anche un altro bracciante in nero. Controlli intensificati

Secondo gli accertamenti eseguiti dai carabinieri, nell’azienda c'era anche un altro lavoratore non in regola oltre al 55enne deceduto. La paga media giornaliera di un bracciante per la raccolta dei meloni è di circa 40 euro. I militari hanno intensificato i controlli, passando al setaccio diversi fondi della zona.

Cisl: "Fatto che indigna. Dove sono i controlli?"

"Un fatto grave che indigna il sindacato la morte oggi di un bracciante di 55 anni sfruttato, sottopagato ed in nero in una serra a Varcaturo in Campania. Dove sono i controlli? Bisogna avere più rispetto per la dignità delle persone e del lavoro". Lo scrive su Twitter la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

Borrelli: "Inaccettabili forme di schiavismo"

"La tragica morte del bracciante agricolo nelle campagne di Varcaturo riapre la dolorosa pagina delle diverse e inaccettabili forme di schiavismo ancora presenti nella nostra regione e in tutta Italia. Occorre far rispettare la legge sul caporalato del 18 ottobre 2016, per il contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e per il riallineamento retributivo nel settore agricolo, che prevede la reclusione da 5 a 8 anni e la confisca dei beni del datore di lavoro. Servono maggiori controlli nelle aree agricole della nostra regione dove troppo spesso lo sfruttamento indiscriminato dei lavoratori è causa di gravissimi infortuni e morti bianche". Lo ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. "Si tratta della seicentesima vittima sul lavoro dall'inizio dell'anno nel nostro Paese - prosegue Borrelli - una strage silenziosa che sembra compiersi nell'indifferenza generale. Bisogna porre fine a questa terribile mattanza di donne e uomini che escono di casa per garantire la sussistenza alla propria famiglia e non tornano più".