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Incendi nel Casertano per avere vantaggi nella caccia al cinghiale

Campania

Due giovani sono stati raggiunti da misura cautelare per avere dato alle fiamme boschi sul Monte Maggiore con lo scopo di ridurre l’habitat naturale dell’animale 

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Il Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso una misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di due giovani, un 25enne e una ragazza di 20 anni.
I due hanno provocato tre roghi boschivi sul Monte Maggiore, nel Casertano, con l’obiettivo di ridurre progressivamente l’habitat naturale del cinghiale, per costringerlo a muoversi in spazi sempre più ridotti e avvantaggiarne la caccia.
I carabinieri hanno infatti accertato che il 25enne era un cacciatore, che usava braccare gli animali soprattutto attraverso l’uso di trappole.

Le indagini

Le indagini, condotte dai carabinieri forestali della stazione di Calvi Risorta, sono partite nel 2018 dall’osservazione di alcuni roghi boschivi appiccati, con le stesse modalità, in aree del Monte Maggiore, comprese nel territorio del comune di Rocchetta e Croce, sottoposte a vincoli paesaggistici e idrogeologici, nonché frequentate da cinghiali.
L’auto su cui viaggiavano i due giovani, transitata nei punti in cui sono scoppiati i roghi degli ultimi giorni, è stata riconosciuta dalle telecamere di videosorveglianza piazzate in punti strategici della zona, e grazie a una testimonianza.