L’Europa rivede nuovamente gli obiettivi, con una maggiore apertura per le vetture a combustione interna anche dopo il limite imposto dai precedenti provvedimenti. La proposta dovrà ora affrontare il voto dell'assemblea plenaria, atteso a dicembre
Arrivano novità importanti riguardo lo stop alla vendita di auto con motore endotermico dal 2035 in Europa. Il bando per le vetture termiche aveva già subito una prima revisione ma l’UE ha nuovamente affrontato il tema introducendo alcune modifiche. La transizione verso la mobilità elettrica resta un obiettivo strategico dell'Unione europea ma il percorso per raggiungerlo si fa meno rigido. Tra nuove deroghe, crediti ambientali e maggiore apertura ai carburanti alternativi, Bruxelles sta ridisegnando le regole che interesseranno il futuro dell'industria automobilistica.
La nuova direzione dell'UE
La novità più recente è arrivata il 4 novembre 2026, quando la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha sostenuto una revisione degli obiettivi sulle emissioni di CO₂, aprendo ulteriormente alla possibilità di continuare a produrre e commercializzare vetture con motore termico anche dopo il 2035. La proposta dovrà ora affrontare il voto dell'assemblea plenaria, atteso a dicembre, prima di passare al confronto con gli Stati membri. Non si tratta, quindi, di una modifica già definitivamente approvata.
Dal 100% al 95%: cosa cambia per il 2035
Il regolamento europeo approvato nel 2023 stabilisce che dal 2035 le nuove auto e i nuovi furgoni immatricolati nell'Ue debbano raggiungere una riduzione del 100% delle emissioni di CO₂ allo scarico rispetto ai livelli del 2021. In pratica, questo obiettivo avrebbe escluso dal mercato del nuovo i veicoli alimentati da benzina e diesel. La Commissione europea, con il pacchetto Automotive presentato nel dicembre 2025, aveva già proposto di ridurre il target al 90%, introducendo meccanismi di compensazione per il restante 10%. La commissione Ambiente del Parlamento ha ora sostenuto un'ulteriore revisione: una riduzione delle emissioni allo scarico dell'87,5%, accompagnata da crediti legati all'impiego di acciaio a basse emissioni prodotto nell'Unione europea. Questi crediti potrebbero compensare una parte delle emissioni residue, portando l'obiettivo complessivo al 95%. Il risultato è una maggiore apertura tecnologica: i costruttori potrebbero continuare a proporre alcune tipologie di vetture ibride e con motore a combustione interna, rispettando comunque i nuovi parametri ambientali.
I carburanti alternativi e il ruolo delle ibride
Tra gli aspetti centrali della revisione c'è il riconoscimento di un ruolo più ampio per le tecnologie alternative alla mobilità elettrica a batteria. I carburanti rinnovabili, come gli e-fuel e i biocarburanti sostenibili, sono già presenti nella proposta della Commissione come strumenti per compensare le emissioni residue. Anche le auto ibride plug-in, quelle con range extender e alcune soluzioni mild hybrid potrebbero continuare ad avere spazio nel mercato europeo. Non significa, tuttavia, che tutte le vetture termiche potranno essere vendute senza limitazioni: i costruttori dovranno rispettare gli obiettivi medi di emissione stabiliti dalla normativa.
Le modifiche agli obiettivi del 2030 e i prossimi passaggi
La revisione non riguarda soltanto il 2035. Il pacchetto della Commissione introduce anche maggiore flessibilità per i produttori nel raggiungimento degli obiettivi intermedi, consentendo di compensare eventuali sforamenti tra diversi anni. Per i veicoli commerciali leggeri, inoltre, la proposta europea riduce il target di diminuzione delle emissioni previsto per il 2030 dal 50% al 40%. Il Parlamento ha sostenuto ulteriori modifiche, portando la riduzione proposta per i furgoni al 35%. La partita legislativa, però, non è ancora conclusa. Dopo il voto della commissione Ambiente, il Parlamento europeo dovrà definire la propria posizione in plenaria e successivamente avviare il negoziato con il Consiglio dell'Ue.
Cosa cambia per automobilisti e industria
Per gli automobilisti, la prospettiva è quella di una maggiore scelta dal punto di vista delle motorizzazioni disponibili anche dopo il 2035, qualora la revisione venga approvata nella sua forma definitiva. Le nuove regole riguardano sempre e soltanto le auto di nuova immatricolazione: non prevedono il divieto di utilizzare, acquistare o vendere sul mercato dell'usato le vetture a benzina e diesel già circolanti. Per i costruttori, invece, la questione riguarda gli investimenti, la pianificazione industriale e la possibilità di mantenere una gamma diversificata di modelli durante la transizione energetica.