Gli attivisti, travestiti da corrieri a bordo di biciclette, hanno versato 300 litri di colorante nella vasca che affianca la sede diplomatica per protestare contro la vendita di armi Usa a Israele. Il responsabile del gruppo, Will McCallum, e altri cinque sono stati arrestati
Oltre 300 litri di colorante rosso sangue nello stagno che affianca l’ambasciata degli Stati Uniti a Londra. È l’ultima protesta degli attivisti di Greenpeace che oggi hanno imbrattato la sede diplomatica per protestare contro la vendita di armi da parte degli Usa a Israele. La polizia britannica, intervenuta subito dopo le prime segnalazioni, ha fatto sapere di aver arrestato Will McCallum, il responsabile del gruppo ambientalista nel Regno Unito, e altri cinque attivisti che avevano versato il colorante nella vasca semicircolare dell'ambasciata travestiti da corrieri a bordo di biciclette con rimorchio.
Accusa di associazione a delinquere
McCallum e gli altri, come ha spiegato la polizia metropolitana, sono stati fermati con l'accusa di associazione a delinquere a fini di danneggiamento, che prevede una pena massima di 10 anni di carcere. Intanto Areeba Hamid, co-direttore esecutivo di Greenpeace, ha dichiarato che la tintura è biodegradabile e progettata per lavarsi naturalmente e ha aggiunto che il gruppo "ha preso questa iniziativa perché le armi statunitensi continuano ad alimentare una guerra indiscriminata che ha visto bombe sganciate su scuole e ospedali, interi quartieri ridotti in macerie e decine di migliaia di vite palestinesi cancellate".
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