Divieto social ai minori, l'Ue congela per 12 mesi le leggi nazionali

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La Commissione europea ha deciso di rinviare di un anno "qualsiasi progetto di legge nazionale che si sovrapponga alle future norme armonizzate" per "evitare una frammentazione del nostro mercato interno". Ad annunciarlo è stato Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea. Per Bruxelles, la priorità riguarda ora l'EU Kids Act

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La Commissione europea ha deciso di rinviare di un anno "qualsiasi progetto di legge nazionale che si sovrapponga alle future norme armonizzate" sul divieto dei social ai minori. Ad annunciarlo è stato Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea, in merito al parere atteso oggi della proposta di legge austriaca per vietare l'uso dei social agli under 14. L'obiettivo di Bruxelles è quello di "evitare una frammentazione del nostro mercato interno". La priorità riguarda l'EU Kids Act, la normativa europea in discussione che vieta i social ai minori di 13 anni, "per salvaguardare il lavoro dei nostri co-legislatori e garantire un'efficace applicazione delle nostre norme", ha ribadito Regnier.

La richiesta dell'Austria

L’Austria aveva chiesto di introdurre un divieto di accesso ai social network per i minori di 14 anni, con l'obiettivo di proteggerli dai rischi legati all'utilizzo delle piattaforme digitali. La proposta riguardava piattaforme come TikTok, Instagram, YouTube e Snapchat, in particolare quelle che utilizzano funzionalità considerate potenzialmente capaci di favorire un uso compulsivo. Una proposta diversa dall'approccio europeo, che nell'ambito dell'EU Kids Act punta a vietare i social agli under 13 e a consentire ai ragazzi tra i 13 e i 15 anni un accesso limitato, con il coinvolgimento dei genitori.

Il rinvio di Bruxelles

Regnier ha inoltre chiarito che la Commissione ha ricevuto notifiche relative a iniziative legislative di diversi Stati membri. Oltre all'Austria, ha citato Slovenia, Italia, Belgio e Francia. "Non intendiamo frammentare il mercato unico", ha ribadito, spiegando che la presenza di "età diverse e leggi diverse nei diversi Stati membri" renderebbe "quasi impossibile" per le piattaforme rispettare le regole, con il rischio finale di restare "privi di qualsiasi livello di tutela". Parlando del rischio che il rinvio lasci i minori meno tutelati nell'attesa delle norme europee, il portavoce ha assicurato che l'EU Kids Act sarà accompagnato da una rigorosa applicazione della legge sui servizi digitali (Dsa). "Vogliamo garantire che le piattaforme si assumano le proprie responsabilità; faremo in modo che ne rispondano, affinché nel frattempo tutti i minori siano adeguatamente tutelati", ha spiegato. La Commissione punta ora ad accelerare il confronto con Parlamento europeo e Consiglio. "Dobbiamo accelerare il lavoro con i co-legislatori, perché la priorità assoluta è approvare il Kids Act", ha concluso Regnier, ribadendo la necessità di una soluzione armonizzata a livello europeo. 

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