Giordania, sparatoria in una chiesa: 7 morti e 34 feriti

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Uomini armati hanno fatto irruzione durante un funerale, sparando sui presenti per 5 minuti. Re Abdallah parla di "attacco terroristico" e promette "la più dura delle risposte". Ancora non ci sono rivendicazioni

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Uomini armati hanno sfondato porte e finestre e fatto irruzione il 23 ottobre durante un funerale nella chiesa di Hammud a Karak, nel sud della Giordania, aprendo il fuoco sui presenti per cinque minuti. Il bilancio rilasciato dal ministero dell’interno giordano è di almeno 7 morti e 34 feriti.

Re Abdallah promette "la più dura delle risposte"

Quello di venerdì 23 ottobre è uno dei rari attacchi contro la piccola comunità cristiana del Paese. Re Abdallah ha parlato di "attacco terroristico" e ha promesso "la più dura delle risposte". Secondo una fonte ufficiale citata dai media arabi gli assalitori avrebbero un "background di islam radicale".

Caccia agli assalitori

Secondo la tv di Stato, il comando era composto da due uomini, che sarebbero scesi da un veicolo davanti al corteo funebre. Un testimone sostiene invece di aver visto più di due persone fare irruzione nella chiesa. Le forze di sicurezza locali sono alla caccia degli assalitori e il procuratore generale ha vietato la pubblicazione di notizie sulla vicenda. Finora non c'è stata nessuna rivendicazione.

Il cordoglio di Tajani

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso profondo cordoglio per la sparatoria, portando la vicinanza dell’Italia alle famiglie delle vittime, a Sua Maestà il Re Abdullah II e il Governo giordano e rivolgendo un augurio di pronta guarigione ai feriti. L’ambasciata d’Italia ad Amman, in stretto raccordo con l’Unità di Crisi della Farnesina, sta verificando l’eventuale coinvolgimento di connazionali.

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