I due connazionali, originari di Bolzano, sono stati arrestati mentre si trovavano in Cisgiordania per motivi umanitari. Detenuti per oltre un giorno dalla polizia israeliana con l'accusa di terrorismo, verranno espulsi
Due cittadini italiani, Manuel Tartarotti e suo padre Alberto, di 35 anni e 67 anni, originari di Bolzano, sono stati arrestati mentre si trovavano in Cisgiordania per motivi umanitari. Detenuti per oltre un giorno dalla polizia israeliana con l'accusa di terrorismo, verranno espulsi. Lo riporta il portale news altoatesino Salto.bz. "La polizia israeliana ci ha chiesto i documenti, poi hanno preso me e mio padre, ci hanno bendati e ci hanno caricati su un furgone militare. Non ci hanno detto dove ci portavano, io sono stato preso e menato nel retro del mezzo. Non sapevo cosa sarebbe successo ed ho avuto paura", ha riferito il 35enne.
Il racconto
Padre e figlio si trovavano in Cisgiordania già dal 18 ottobre per portare fondi raccolti in Italia all'associazione di volontariato "Youth of Sumud". "Siamo stati interrogati, schedati con impronte e dna e tenuti ammanettati fino alla notte", ha raccontato ancora Tartarotti. "Ero con mio padre in una cella lurida, ma almeno con lui, quindi eravamo tranquilli."
Le accuse
Le motivazioni alla base dell'accusa, ha aggiunto il 35enne bolzanino, sono la presenza in una zona dichiarata illegale ("anche se non c'era nessun cartello ad indicarlo") e soprattutto l'affiliazione a Youth of Sumud, "che loro definiscono terrorista, cosa che ovviamente non è vera". Per entrambi, padre e figlio, è scattato un divieto di ingresso in Israele di dieci anni. Secondo un comunicato della polizia israeliana, pubblicato dal Times of Israel, i due italiani avrebbero preso parte alla raccolta delle olive non autorizzata e gli attivisti sarebbero fuggiti in una zona di esercitazioni militari all'arrivo degli agenti.