Furto di bitcoin, rubati 100 milioni tramite una chiavetta Usb Ledger

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La storia è riportata dal Corriere della Sera. Tutto parte dal furto di una chiavetta Usb della società francese Ledger, che ne produce proprio per le criptovalute, fino alla sparizione di un totale di 100 milioni di dollari dal portafogli dei clienti dell’azienda

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Un bottino di 100 milioni di dollari, ma in bitcoin. La racconta il Corriere della Sera che la definisce la "rapina (informatica) del secolo". Al centro del furto ci sono i dispositivi di Ledger, una società francese che ne produce appositamente per le criptovalute. 

La storia

Secondo quanto riporta il Corriere la storia comincia in Malesia, dove ha sede CryptoBilis, un negozio specializzato in portafogli per criptovalute, fondato nel 2021 da due imprenditori, Arravind Prabu e Vimal Selvamany e che diventa nel tempo uno dei principali rivenditori autorizzati di Ledger nel Sud-est asiatico. Nel marzo del 2026 i due fondatori vendono l'azienda e abbandonano ogni ruolo operativo, passando il 100% delle quote nelle mani di un misterioso cittadino cinese, con un indirizzo registrato nella provincia di Heilongjiang, nel nord-est della Cina. Intanto entrano in circolazione dispositivi Ledger Nano X modificati, del tutto indistinguibili, almeno all'apparenza, dagli originali. 

La tecnica per la truffa

Un hardware wallet è un piccolo dispositivo elettronico con uno schermo che contiene le chiavi necessarie per utilizzare bitcoin e altre criptovalute, che non sono fisicamente al suo interno, fuori da Internet e quindi senza rischio di incorrere in attacchi informatici. Quando si configura un nuovo dispositivo, sullo schermo compare una sequenza di 24 parole, che permette di recuperare il portafoglio su un qualsiasi altro apparecchio. Qui l'idea della truffa: spiare quello che compare sullo schermo nel momento in cui il proprietario configura il portafoglio. Viene quindi inserita una minuscola scheda elettronica clandestina, collegata ai circuiti che trasmettono le informazioni allo schermo, che registra le 24 parole e le invia a distanza.

Come è stato scoperto

Secondo quanto racconta il Corriere è stato Mark Karpelès, ex amministratore delegato della piattaforma giapponese Mt. Gox, a scoprire la truffa, smontando un Ledger proveniente dalla Malesia. Secondo Karpeles, "un fornitore in Europa sta ancora vendendo Ledger da spia. Ciò significa che il problema è tutt'altro che limitato a CryptoBilis".

La "rapina del secolo"

La rapina di fatto avviene venerdì 9 ottobre 2026, quando qualcuno comincia a svuotare contemporaneamente centinaia di portafogli elettronici. In meno di un'ora vengono colpiti portafogli che contengono bitcoin, Ethereum e altre cripto. Secondo i conteggi fatti sono stati sottratti 102 milioni di dollari da 324 portafogli su sei blockchain. Ledger interviene pubblicamente, apre un'indagine e chiede a CryptoBilis di sospendere immediatamente vendite e spedizioni. 

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