Secondo il segretario alla Difesa "la gente deve capire che ci sono serie conseguenze per questo tipo di cose". Secondo un funzionario del Pentagono l'esecuzione dell'ex maggiore dell'esercito americano il 3 dicembre sarà trasmessa in diretta streaming. L'Onu: "Esecuzione pubblica equivale a tortura". I vescovi Usa: "Barbarie". Vance: "Non guarderà". Trump: "Stiamo valutando"
L'esecuzione mediante fucilazione di Nidal Hasan, l'autore della strage alla base militare di Fort Hood del 2009 e responsabile dell'uccisione di 13 persone e del ferimento di altre 32, sarà trasmessa in diretta streaming. A confermarlo il segretario alla Difesa Pete Hegseth. Nidal Hasan "affronterà un plotone d'esecuzione composto da soldati, com'è giusto che sia, e faremo in modo che la gente possa assistervi, che sia pubblica perché la gente deve capire che ci sono serie conseguenze per questo tipo di cose", ha messo in evidenza. La notizia era stata anticipata dai media americani in base a quanto detto da un funzionario del Pentagono che aveva dichiarato: "Sarà trasmessa in diretta streaming, seguiranno dettagli". Il plotone d'esecuzione sarà schierato il 3 dicembre contro l'ex maggiore dell'esercito americano. Gli Stati Uniti non hanno condotto un'esecuzione pubblica in 90 anni. Il vicepresidente americano, JD Vance, ha affermato che "non guarderà" l'esecuzione se sarà trasmessa in streaming. "Stiamo valutando la questione", ha detto invece Donald Trump. "Comunque sarà ucciso tramite fucilazione, non mi interessa come morirà ma morirà", ha aggiunto, specificando però di approvare "assolutamente" la trasmissione dell'esecuzione.
Onu: "Esecuzione in diretta equivale a tortura"
Secondo le Nazioni Unite, la decisione delle autorità statunitensi di trasmettere in diretta streaming l'esecuzione equivarrebbe a tortura. "La trasmissione in diretta streaming di un'esecuzione equivale a un'esecuzione pubblica e violerebbe il divieto assoluto di tortura", ha affermato l'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani in un messaggio inviato all'Afp. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è detto "contrario alla pena di morte e l'Italia è un Paese protagonista per la moratoria. Lo stiamo facendo all'Onu e credo che debba essere bandita la pena di morte".
I vescovi Usa: "Una barbarie". Parolin: "Inaccetabile"
Dura reazione anche dai vescovi americani. "Il nostro Dio è il Dio della vita: in nessun modo le azioni di Hassan possono essere giustificate ma questa decisione è una promozione barbara di una cultura di morte e deve essere riconsiderata" ha dichiarato il presidente della Conferenza episcopale dei vescovi degli Stati Uniti, l'arcivescovo Paul Stagg Coakley. Il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ha definito come "non accettabile la spettacolarizzazione della morte, per quanto naturalmente la persona sia colpevole, però ci sono altri sistemi, è incomprensibile". Poi ha aggiunto: "Il pensiero della Chiesa è in opposizione totale alla pena di morte".