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Caso pm Milano, Davigo in aula: "Ho fatto il mio dovere, assolvetemi"

Lombardia

L'ex consigliere del Csm Piercamillo Davigo, imputato a Brescia per la vicenda dei verbali di Piero Amara su una presunta Loggia Ungheria, ha reso in aula dichiarazioni spontanee

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"Credo di aver fatto il mio dovere nelle uniche forme in cui andava fatto". E' un passaggio delle dichiarazioni spontanee rese in aula a Brescia dall'ex consigliere del Csm Piercamillo Davigo, imputato per la vicenda dei verbali di Piero Amara su una presunta Loggia Ungheria. Davigo risponde di rivelazione del segreto d'ufficio. Parte civile è invece l'attuale componente del Csm Sebastiao Ardita.

Le parole dell'ex consigliere del Csm

Davigo, nel rendere dichiarazioni spontanee, ha affermato di essere "pronto a rendere subito il mio esame perché la vicenda è molto più semplice di quanto sembra". "Storari - ha proseguito riferendosi al pm di Milano - mi informa di una situazione che io ritengo legittima. Io non contesto che Storari mi abbia consegnato una chiavetta. È vero e l'ho detto", ha affermato Davigo aggiungendo: "Non bisogna scappare dal giudice quando si è innocenti e per questo non faccio eccezioni di competenza territoriali". E ancora: "Ho diritto di sapere perché condotte identiche mi vengono contestate come rivelazione di segreti d'ufficio e altre no. Perché è lecito se lo dico a Curzio (primo presidente della Cassazione e componente di diritto del Csm, ndr) ed è illecito se lo dico a Ermini?". Il presidente del collegio Roberto Spanó ha ripreso la parola richiamando Davigo: "So che è difficile sfilarsi la toga, ma la invito a calarsi nella parte dell'imputato".

Telecamere ammesse in aula

"Ho chiesto la pubblicità dell'udienza perché ritengo che l'opinione pubblica voglia sapere cosa è successo" ha proseguito aggiungendo di voler essere assolto "per quello che emerge dall'udienza e per questo non ho chiesto l'abbreviato". 

Questa mattina il processo si è aperto con l'ammissione delle tv in aula. "Noto la presenza di telecamere. Le riprese televisive non sono necessarie" ha detto il pm Francesco Carlo Milanesi che con il collega Donato Greco è titolare del fascicolo. "Ci rimettiamo alle vostre decisioni, ma non abbiamo problemi alla presenza delle telecamere in aula" hanno affermato i legali di Davigo. Quindi come primo atto del dibattimento, il collegio della prima sezione penale presieduto da Roberto Spanó ha autorizzato la presenza delle telecamere.

Tutti i testimoni sono stati ammessi.