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Caso Eitan, console italiano incontra a Tel Aviv il bimbo: "In buone condizioni"

Lombardia

Intanto lo zio paterno Or Nirko ha riferito che la coppia si recherà nei prossimi giorni in Israele per rivedere il piccolo, dopo una breve quarantena. “È in buone condizioni", ha poi aggiunto raccontando che lui e la moglie hanno avuto modo di sentirlo al telefono negli ultimi giorni. 

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Il console presso l'ambasciata italiana a Tel Aviv ha incontrato questa mattina Eitan, il bambino di 6 anni unico sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone e portato in Israele sabato scorso dal nonno materno Shmuel Peleg, ai domiciliari a Tel Aviv (la misura scade oggi). Era presente anche il nonno materno, accusato di rapimento e indagato a Pavia per sequestro di persona assieme alla nonna materna Etty. La visita consolare organizzata d'intesa con la Farnesina e resa possibile anche grazie alla collaborazione delle autorità israeliane, "era finalizzata a verificare la situazione e il contesto familiare in cui si trova attualmente il minore". "Il piccolo Eitan - hanno detto fonti dell'ambasciata - è apparso in buone condizioni di salute". Anche secondo lo zio Or Nirko il piccolo Eitan “è in buone condizioni", l'uomo ha spiegato che lui e la moglie hanno avuto modo di sentirlo al telefono negli ultimi giorni.

Il ministro Bonetti: "Il governo è impegnato per risoluzione"

Sulla vicenda è intervenuta anche il ministro per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, parlando a Varenna (Lecco), a margine del 66/o Convegno di studi amministrativi. "Tutte le vicende che riguardano i diritti dell'infanzia sono prioritarie per l'azione di questo governo. C'è la magistratura che si sta mettendo a servizio della risoluzione della vicenda, ci sarà l'impegno nell'ovvio dialogo diplomatico fra Stati per arrivare a una soluzione. C'è stata una sofferenza enorme, una sofferenza provocata e quindi una responsabilità da parte della nostra comunità di restituire speranza e un futuro positivo a questo bambino e a questa famiglia che l'ha accolto. L'impegno del governo ci sarà nelle forme e nei modi che sono previsti dall'ordinamento". Alla domanda se ci siano stati o meno contatti fra i due governi, "sono informazioni - ha risposto la ministra - che ovviamente adesso non sono disponibili, ma proprio perché se il percorso deve funzionare deve avvenire nell'ambito del riserbo necessario e del contatto diplomatico". 

La zia potrebbe partire domenica per Israele

Aya Biran potrebbe partire per Israele già domenica. "Probabilmente sì, domenica, se riuscirà a fare tutto in tempo, poi noi nei giorni successivi la raggiungeremo", ha spiegato ai cronisti lo zio paterno Or Nirko, che stamani aveva indicato la partenza della famiglia per la prossima settimana per rivedere il piccolo, dopo una breve quarantena e prima dell'udienza fissata per il 29 settembre. I legali israeliani di Aya hanno attivato, infatti, la procedura della Convenzione dell'Aja sulla sottrazione internazionale di minori per chiedere l'immediato rientro in Italia del bimbo.

Intanto, le indagini dei pm di Pavia vanno avanti per ricostruire il percorso di Shmuel, che ha portato in auto il bambino fino a Lugano per prendere un volo noleggiato per Israele, e le presunte complicità nel blitz che pare fosse stato organizzato da tempo.

“Siamo preoccupati per la sua salute”

Oltre alla tragedia che ha subito, col disastro della funivia del Mottarone, ora "Eitan è stato sradicato dalla sua casa". Nirko, comunque, scrive nella lettera, che "ora io sono più sereno", mentre prima "ero arrabbiato". Ma afferma anche che "Eitan è nelle loro mani e siamo molto preoccupati per la sua salute mentale". "Questa - spiega ancora - è la storia di un bambino che ha perso entrambi i genitori". E le "uniche persone" rimaste in Italia sono gli "zii" paterni, ossia Or e Aya, sua tutrice. È un bambino che ha subito un "trauma" e ne sta subendo un altro: "Da noi è stato accolto in casa come un figlio, come un fratello per le sue cuginette". Lo zio ha scritto ancora che oggi lui e la moglie sono stati "felici di sentire" che il console è andato a trovarlo, che "gli è stato permesso di vederlo". La "interruzione delle cure psicologiche", però, per lui "è terribile e può portare danni permanenti incredibili", aumenterà "il suo trauma". Un "bambino non è un gioco per adulti da fare a loro piacimento".