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Milano, omicidio dopo una serie di rapine: pene ridotte a 30 anni

Lombardia

I due imputati, il 26 aprile 2018, hanno ferito due uomini a Cinisello Balsamo (Milano) durante due rapine, aggredito due ragazze straniere accoltellandone una per portarle via il cellulare e poi ucciso, al termine di una notte di violenze, un cameriere bengalese di 22 anni

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La Corte d'assise d'appello di Milano ha ridotto a 30 anni le condanne inflitte a Abdenachemi Amass e Saad Otmani, due marocchini di 30 e 32 anni che, il 26 aprile 2018, hanno ferito due uomini a Cinisello Balsamo (in provincia di Milano) durante due rapine, aggredito due ragazze straniere accoltellandone una per portarle via il cellulare e poi ucciso, al termine di una notte di violenze, un cameriere bengalese di 22 anni, Samsul Haque Swapannei, nei pressi della stazione Centrale del capoluogo lombardo. La sentenza è stata emessa dalla Corte presieduta da Giovanna Ichino. In primo grado, nel marzo del 2019, i due erano stati condannati all'ergastolo con rito abbreviato.

L'iter giudiziario

I giudici hanno riformato la sentenza di primo grado (lo sconto del rito aveva riguardato solo l'isolamento diurno). In secondo grado lo sconto dell'abbreviato ha portato a 30 anni la pena dell'ergastolo, perché la Corte, pur non concedendo le attenuanti generiche e riconoscendo i due colpevoli di tutti i reati contestati, ha fatto un calcolo diverso sulle pene per le varie imputazioni (motivazioni in 15 giorni). La difesa di Otmani, rappresentata dal legale Debora Piazza, aveva fatto presente che il giovane, che all'epoca assumeva un potente farmaco con benzodiazepine, sta risarcendo le vittime mettendo da parte 100 euro al mese, ossia parte dei soldi che guadagna lavorando in carcere. I due marocchini erano imputati in concorso di un episodio di rapina e lesioni ai danni di un peruviano a Cinisello Balsamo e di rapina e tentato omicidio nei confronti di un senza tetto. E poi ancora erano accusati di rapina e lesioni nei confronti di una ragazza americana e di un'inglese e poi dell'omicidio del giovane bengalese, i cui familiari, che vivono nel loro Paese d'origine, non erano rappresentati nel processo. Il sostituto pg aveva chiesto la conferma degli ergastoli.

La vicenda

Agli atti dell'inchiesta erano state acquisite le immagini di telecamere di sorveglianza. Nei filmati si vedeva il bengalese che assisteva all'ultima rapina ai danni delle due ragazze e, resosi conto del pericolo, tornava indietro correndo. I due marocchini erano scappati nella stessa direzione e in via Settembrini, vicino alla stazione Centrale, si erano accorti del bengalese. Uno dei due aveva indicato al complice l'altro lato della strada, proprio dove poco dopo i due hanno ucciso il cameriere con un colpo di coltello o cacciavite (l'arma non è stata trovata) al petto. I due giovani vennero arrestati dai carabinieri intorno alle 10 del mattino vicino alla stazione Centrale.