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Covid Lombardia, direttore sanitario dell'ospedale di Como: “Situazione al limite”

Lombardia
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"Il triangolo Como-Monza-Varese sta subendo quello che è successo a Bergamo nella prima ondata. La situazione è al limite delle possibilità e del collasso", è la testimonianza di Claudio Zanon, Direttore sanitario dell'Ospedale Valduce di Como

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Il nuovo live con tutti gli aggiornamenti di oggi in Lombardia

 

"Il triangolo Como-Monza-Varese sta subendo quello che è successo a Bergamo nella prima ondata. La situazione è al limite delle possibilità e del collasso", è la testimonianza di Claudio Zanon, Direttore sanitario dell'Ospedale Valduce di Como. "In questo triangolo - ha spiegato Zanon in collegamento con l'Aria che Tira, su La7 - da circa un giorno alcuni pazienti vengono mandati in altre province lombarde. Come è successo nella prima ondata, si cerca di darsi una mano l'uno con l'altro per evitare di arrivare al completo collasso degli ospedali. La situazione è ampiamente compromessa e molto difficile".

Intanto oggi sono 10.955 i nuovi positivi registrati in Lombardia su 47.194 tamponi effettuati (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI)

18:49 - Bergamo eroga mille euro a commercianti in difficoltà

Il Comune di Bergamo, insieme a Intesa Sanpaolo e Cesvi, si appresta ad aiutare concretamente i commercianti e le piccole imprese della città colpite dal lockdown di questi giorni, grazie ancora al 'Programma Rinascimento' già attivato in primavera, con nuovi contributi fino a mille euro a fondo perduto. "Nei giorni scorsi avevo auspicato e dichiarato pubblicamente un possibile ulteriore intervento del Comune a integrazione dei ristori che siamo convinti saranno presto erogati dal Governo - spiega il sindaco Giorgio Gori -, anche a commento delle recenti manifestazioni di protesta da parte di commercianti della città. Ho quindi parlato con Intesa Sanpaolo per tradurre in un'iniziativa concreta il mio auspicio: abbiamo subito incassato la disponibilità a riallocare parte delle risorse che erano già state messe a disposizione nell'ambito del Programma Rinascimento." Al primo bando 'Spese inderogabili' - utenze, affitti, spese fiscali, ecc - risposero 2.754 imprenditori, per oltre 4 milioni di euro erogati. Il 60% dei contributi, inoltre, è stato effettuato entro il decimo giorno dalla presentazione della domanda, a dimostrazione della rapidità dell'iter di valutazione delle richieste. 

18:37 - Boom di contagi a Varese: oltre tremila

Per la prima volta la provincia di Varese registra oltre tremila casi di Coronavirus in un solo giorno, per la precisione 3.081. I sette ospedali di Varese e dintorni in questi giorni stanno fronteggiando la seconda ondata della pandemia senza 284 contagiati fra medici, infermieri, tecnici, operatori sanitari e personale amministrativo. All'ospedale Circolo di Varese si consumano 15mila litri di ossigeno al giorno

18:24 - Bergamo, positivi 11,6% tamponi studenti e docenti

Nella settimana dal 2 all'8 novembre Ats Bergamo ha sottoposto a tampone 2.389 tra studenti e docenti delle scuole bergamasche. Di questi, sono risultati positivi in 277, pari all'11,6%. In totale le classi poste in quarantena questa settimana sono state 73. Dall'inizio dell'anno scolastico all'8 novembre sono stati eseguiti in ambito scolastico 19.759 tamponi.

 18:23 - In Lombardia 10.955 nuovi positivi

Sono 129 le nuove vittime lombarde del Covid e 10.955 i nuovi positivi riscontrati dai 47.194 tamponi effettuati, per un rapporto pari al 23,2% (ieri era al 22,6%). Altre 38 persone sono entrate in intensiva, 268 negli altri reparti, mentre guariti e dimessi sono 6780. Il maggior numero di contagi è stato riscontrato a Milano, 3.336, di cui 1.339 in città, seguita da Varese con 3.081 nuovi casi. E poi gli altri nuovi fronti: Como con 1.356, Monza e Brianza con 860.

18:09 – Imprenditori: “Togliere Brescia da zona rossa”

Testimoniamo con i fatti, quindi con i comportamenti e i dati sanitari, che Brescia non può e non deve essere individuata tra le zone rosse del Paese. Per questo abbiamo preso atto, responsabilmente seppur con stupore, della decisione Governativa di classificare la provincia di Brescia all'interno della zona rossa lombarda". Lo scrivono in una lettera le categorie imprenditoriale di Brescia, da Confindustria Brescia a Coldiretti, passando per Apindustria, Confagricoltura, Confesercenti e Confartigianto. "Siamo consapevoli che non ci potranno essere occupazione e lavoro, benessere e consumi, se non si tornerà ad una situazione sanitaria sicura e stabile, tale da ridare fiducia alla gente, consentendole di tornare ad una vita normale, senza limitazioni di mobilità, orari e socializzazione. Siamo seriamente preoccupati per le conseguenze sociali, economiche, per il crescente disagio sociale che giorno dopo giorno registriamo in un territorio già profondamente ferito dal lockdown di inizio anno" si legge nel documento inviato alla Presidenza del Consiglio, al Ministero della Salute e al presidente di Regione Lombardia. Gli imprenditori chiedono di " condividere sin d'ora i 21 elementi che determinano la scelta per la zonizzazione del territorio" e di passare "dalla zonizzazione di perimetro regionale ad una con criterio provinciale". "Pretendiamo altresì - si legge ancora - che dalle parole si passi ai fatti, traducendo le promesse fatte dal Governo e dal Presidente del Consiglio in veri, tangibili ed automatici ristori per tutti coloro i quali oggi devono abbassare le serrande senza certezze per il futuro, per le filiere collegate e per chi lavora in tali attività".

17:56 - Direttore Asst Como: “L'ospedale non è al collasso”

"L'ospedale non è al collasso e continua a garantire cura e assistenza ai propri pazienti". Lo precisa Fabio Banfi, direttore generale di Asst Lariana, che gestisce l'ospedale Sant'Anna, struttura Hub-Covid, che ha a disposizione circa 320 posti letto Covid. Tra i ricoverati vi sono 125 ventilati, di cui 27 in terapia intensiva, e 185 non ventilati. Nell'ambito dell'Asst Lariana vi sono 25 pazienti anche a Cantù, di cui 6 in terapia intensiva e 25 a Mariano Comense nella degenza di transizione. Nei pronto soccorso in attesa di ricovero vi sono 33 pazienti al Sant'Anna, 31 a Cantù e 2 a Menaggio, per un totale di 426 pazienti assistiti. La situazione è ovviamente difficile anche nelle strutture private accreditate, come l'ospedale Valduce, che ha 31 posti letto Covid ed è saturo, come ha denunciato oggi Claudio Zanon, direttore sanitario che a La7 ha parlato di "situazione ampiamente compromessa e molto difficile". "La situazione è difficile - aveva già ammesso ieri Banfi - e certamente non abbiamo bisogno di allarmismi e drammatizzazioni eccessive che non fanno altro che demotivare e alimentare conflitti e ingovernabilità. Serve equilibrio e serve che ognuno faccia la propria parte, a tutti i livelli. Serve una forte rete ospedaliera territoriale, un'alleanza, una sinergia vera tra strutture pubbliche e private accreditate. Serve che nessuno si sottragga di fronte all'emergenza in corso".

17:26 - All'autodromo di Monza check point per casi sospetti

L'Autodromo Nazionale Monza ha messo a disposizione di AREU, da ieri, le aree di pertinenza del centro medico del circuito per la realizzazione di un check point clinico avanzato che accoglie i mezzi di soccorso di primo e secondo livello e le ambulanze prima del loro accesso ai pronto soccorso degli ospedali del territorio. Le aree all'interno dell'Autodromo - spiega una nota della struttura - sono state concesse a seguito di una richiesta presentata da Alberto Zoli, Direttore Generale dell'Azienda Regionale di Emergenza Urgenza, in conseguenza dell'aumento dei contagi da Coronavirus nella provincia di Monza e Brianza e al rilevante incremento del numero dei ricoveri. Le ambulanze, coordinate dal NUE 112, portano al check point clinico avanzato i pazienti in codice verde con sospetto di infezione da Coronavirus. I malati sono valutati dal personale medico presente e vengono sottoposti ad un tampone rapido. Se la situazione clinica lo richiede, il mezzo di soccorso viene successivamente destinato alla struttura ospedaliera più idonea per la cura del malato. Il centro è in funzione tutti i giorni dalle 8 alle 20 e per Alberto Zoli "si sta rivelando di assoluta importanza per sgravare i pronto soccorso dell'area metropolitana che sono sotto grandissima pressione".

15:37 - Dg Welfare Lombardia: “Assenti 4mila operatori positivi”

"La situazione è molto grave, anche se l'Rt sta scendendo purtroppo è sempre alto, quindi vuol dire che i contagi si stanno espandendo". Lo ha spiegato il direttore generale dell'Assessorato regionale al Welfare, Marco Trivelli, in un'intervista al Tgr Lombardia. "Abbiamo più di 4 mila operatori oggi assenti dai turni perché positivi, quindi il sistema ospedaliero è più in difficoltà per questa ragione" ha detto Trivelli riferendosi al personale contagiato negli ospedali. Quanto ai ricoveri "attualmente abbiamo circa 8.500 pazienti Covid ricoverati e 16 mila non-Covid" ha aggiunto il dg, ma "dopo la soglia dei 9 mila letti (occupati da pazienti positivi, ndr) le difficoltà gestionali aumenteranno sicuramente". Per Trivelli "dobbiamo pensare che nessuno può aiutarci, le risorse per la Regione Lombardia sono quelle che sono, negli ospedali e fuori. Quindi dobbiamo essere noi, la prima consapevolezza deve essere questa". "Se il vaccino (anti-Covid, ndr) arrivasse - ha concluso - noi saremmo in grado di somministrarlo rapidamente. Però non mi pongo questo tema. In questo momento il nostro tema sono i prossimi tre mesi e in particolare i prossimi 10 giorni, che sono difficilissimi per tutta la regione".

15:27 – Monza, sindacati: “Auspichiamo triage territoriali per chi è in isolamento”

Cgil, Cisl e Uil Monza e Brianza hanno chiesto e ottenuto un incontro al prefetto di Monza Patrizia Palmisani per confrontarsi sull'emergenza Covid in provincia. "Ci aspettavamo di arrivare meno impreparati a questa seconda ondata di contagi, nei mesi scorsi avevamo più volte segnalato la necessità di attuare rapidamente provvedimenti indispensabili per rafforzare il sistema sanitario in Lombardia". È quanto affermato in una nota. Le organizzazioni sindacali hanno intenzione "di essere coinvolte per monitorare adeguatamente la situazione e garantire una informazione tempestiva a lavoratori, pensionati e cittadini" che rappresentano, sottolineano che avevano "auspicato l'attivazione di triage territoriali che dessero assistenza alle persone in isolamento, in modo da evitare sovraffollamenti degli ospedali" ed esprimono "molta preoccupazione anche per gli anziani ospiti nelle Rsa che vanno tutelate".

14:24 - Ospedali Varese, tanti dipendenti positivi

I sette ospedali di Varese e dintorni in questi giorni fronteggiano la seconda ondata di coronavirus senza 284 contagiati fra medici, infermieri, tecnici, operatori sanitari e personale amministrativo, sui circa 5mila dipendenti dell'Asst Sette Laghi. "Il nostro personale è chiamato a far fronte ad un'emergenza senza precedenti con uno sforzo reso ancora più duro dal fatto che molti colleghi si assentano per positività al nuovo coronavirus - sottolinea il direttore generale Gianni Bonelli -. Se stiamo riuscendo a far fronte al continuo aumento dei ricoveri è grazie alla loro straordinaria professionalità". La situazione è complessa, si contano circa cinquecento pazienti Covid ricoverati ma, come sottolineano dall'azienda sanitaria, le strutture reggono, non sono stati chiusi i sei pronto soccorso né è stata sospesa l'attività ambulatoriale. Domani aprirà all'ospedale di Cuasso al Monte un reparto con 40 posti letto destinati a pazienti che, superata la fase più critica, necessitano di un'assistenza a minore intensità, o convalescenti che in attesa di negativizzarsi non hanno la possibilità isolarsi a casa. Da sabato, in particolare negli ospedali di Cuasso e Tradate, si utilizzano i tamponi antigenici sul personale neoassunto, per uno screening rapido sugli infermieri da inserire nei reparti attivati in emergenza per accogliere pazienti Covid.

14:00 - Direzione dell'ospedale di Como: “Situazione al limite del collasso”

"Il triangolo Como-Monza-Varese sta subendo quello che è successo a Bergamo nella prima ondata. La situazione è al limite delle possibilità e del collasso", è la testimonianza di Claudio Zanon, Direttore sanitario dell'Ospedale Valduce di Como. "In questo triangolo - ha spiegato Zanon in collegamento con l'Aria che Tira, su La7 - da circa un giorno alcuni pazienti vengono mandati in altre province lombarde. Come è successo nella prima ondata, si cerca di darsi una mano l'uno con l'altro per evitare di arrivare al completo collasso degli ospedali. La situazione è ampiamente compromessa e molto difficile".Questo, ha sottolineato il direttore, "non significa che non continuiamo a fare il nostro dovere. Nel nostro ospedale stiamo cercando di continuare a dare un servizio anche per le altre patologie. Abbiamo passato mesi a dire che non doveva succedere più come nella prima ondata, così invece corriamo il rischio che qualcuno si faccia l'infarto o l'ictus a casa. Questo lo dobbiamo assolutamente evitare"

 

13:22 - Assolombarda stima un ulteriore calo del Pil

"La capacità manifatturiera della Lombardia è molto forte e resiliente e le imprese sono state capaci di reagire subito all'emergenza". Ma questa seconda ondata "rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti". E' quanto sostiene il presidente di Assolombarda, Alessandro Spada, aggiungendo che, se le misure restrittive rimarranno fino al 3 dicembre come preannunciato, "ci sarà un ulteriore calo del Pil tra lo 0,4%-0,6%, ma il tema potrebbe essere molto più complesso se le misure andassero avanti. Anche perché il periodo successivo è quello natalizio in cui gli acquisti e l'economia vanno ad una velocità superiore rispetto agli altri periodi". "Mi auguro che la buona notizia di ieri sul vaccino possa farci vedere una via d'uscita, in modo che poi possiamo tornare a concentrarci sulla ripresa della produttività, sulla ripartenza dei consumi e sulla fiducia", aggiunge Spada durante un webinar organizzato nell'ambito della World Manufacturing Week. "Quello che stiamo cercando di fare, nel rispetto delle normative, è cercare di andare avanti con la produzione - dice Spada -. Abbiamo ottimismo di natura ma abbiamo dei dubbi perché la situazione è critica non solo nel nostro paese e l'export è sempre stata una carta vincente per le nostre imprese. Ma credo che anche questo nei prossimi andrà in sofferenza".

9:53 - Cgil Monza-Brianca: "Regione dia risorse a Rsa"

"Considerato l'andamento del contagio in provincia, siamo fortemente preoccupate per la situazione che potrebbe determinarsi nelle RSA del nostro territorio, per questo motivo sollecitiamo la Regione a mettere in campo tutte le risorse e tutti gli strumenti necessari per tutelare questa fascia di popolazione". A scriverlo Angela Mondellini e Anna Bonanomi, rispettivamente segretaria generale della Cgil di Monza e Brianza e segretaria generale dello Spi provinciale, la categoria della Cgil che tutela e rappresenta le pensionate e i pensionati. "La Cgil in Brianza sta quotidianamente monitorando lo stato delle strutture e le condizioni di lavoro del personale: continueremo a verificare la situazione a tutela delle anziane e degli anziani del nostro territorio. E non escludiamo, in caso di negligenze, il ricorso alla magistratura", scrivono. "Recenti notizie di stampa - continuano le due dirigenti sindacali - rivelano la volontà di Regione Lombardia di affidarsi nuovamente anche alle RSA per ospitare pazienti positivi al Coronavirus. Sarebbe la reiterazione di un fatto gravissimo, che già nella prima ondata ha esposto al contagio i più fragili, coloro che andrebbero tutelati, con conseguenze drammatiche". "Se si fa entrare il virus nei luoghi in cui vivono i più vulnerabili, significa che non si è capito nulla di come fronteggiare l'emergenza sanitaria", ammoniscono Mondellini e Bonanomi, che aggiungono: "Insieme a Cisl e Uil, negli ultimi mesi abbiamo avanzato molte proposte alla Regione, ma non siamo stati ascoltati, forse perché andavano nella direzione di mettere in discussione il modello della sanità lombarda".

9:43 - Coldiretti: "Oltre 300mila poveri in Lombardia"

Sono oltre 300mila i poveri in Lombardia che, con l'aggravarsi della situazione, sono costretti per Natale a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense o soprattutto con la distribuzione di pacchi alimentari. E' quanto emerge da una stima della Coldiretti Lombarda dopo l'entrata in vigore del nuovo Dpcm, sulla base dell'andamento delle richieste degli Enti impegnati nel volontariato che registrano un aumento anche del 40% delle richieste di aiuto a livello nazionale con i poveri che salgono a 4 milioni. Fra i nuovi poveri nell'autunno 2020 - sottolinea la Coldiretti - ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie. Persone e famiglie che mai prima d'ora - precisa la Coldiretti - avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche. Le situazioni di difficoltà sono diffuse lungo tutta la Penisola ma le maggiori criticità - continua la Coldiretti - si registrano nel Mezzogiorno con il 20% degli indigenti che si trova in Campania, il 14% in Calabria e l'11% in Sicilia ma condizioni diffuse di bisogno alimentare si rilevano anche nel Lazio (10%) e nella Lombardia (9%) dove più duramente ha colpito l'emergenza sanitaria, secondo gli ultimi dati Fead. "Bisogna velocizzare la presentazione dei bandi per gli aiuti agli indigenti con i 250 milioni stanziati per acquistare cibi e bevande Made in Italy di qualità da distribuire ai nuovi poveri", afferma Paolo Voltini, presidente di Coldiretti Lombardia in riferimento all'avvenuta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n.276 del decreto del Ministero delle Politiche Agricole, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che suddivide lo stanziamento dei fondi dedicati al "Programma annuale di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti". 

7:09 - In Lombardia 4.777 nuovi contagi su 21.121 tamponi

Sono 4.777 i nuovi positivi al Coronavirus registrati in Lombardia nelle ultime 24 ore a fronte di 21.121 tamponi effettuati. Sale a 670 il numero di pazienti in terapia intensiva, più 20, mentre i ricoverati negli altri reparti sono 6.414, 189 più di ieri. Il numero complessivo di decessi è arrivato a 18.442, più 99. Per quanto riguarda le province a Milano sono stati 2.225 i nuovi contagi segnalati, di cui 837 a Milano città. A Monza 874, a Brescia 355, a Como 226, a Lecco 171, a Pavia 166, a Bergamo 154, a Varese 141, a Lodi 138, a Cremona 113, a Sondrio 73 e a Mantova 22.