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Maltempo, Giuseppe Sala: "Nel 2023 la questione Seveso sarà risolta"

Lombardia
Esondazione del Seveso a Milano (ANSA)

Così il sindaco di Milano: "C'è da avere ancora un po' di pazienza ma finalmente c'è un percorso avviato e soprattutto programmato"

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Durante un incontro con i cittadini lungo il naviglio della Martesana, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha detto che il 2023 potrebbe essere l'anno in cui verrà risolto il problema delle esondazioni del Seveso. "Il 2020 sarà l'anno della verità perché dovrebbero partire sei cantieri, se non ci saranno ritardi il 2023 è realistico come anno", ha detto il primo cittadino del capoluogo lombardo. Poi: "C'è da avere ancora un po' di pazienza ma finalmente c'è un percorso avviato e programmato soprattutto. Le vasche di laminazione saranno pronte nel 2023, anche se ci sono tre ricorsi pendenti. Riteniamo di poter dire, senza fare promesse, che la questione Seveso sarà risolta nel 2023. Non prima, ma crediamo che sarà possibile".

Rinforzare la pulizia

Sull'argomento, Sala ha concluso: "Dobbiamo adesso rinforzare la pulizia di ogni possibile spazio di accumulo, di freno al fluire delle acque e su questo mi impegno a far sì che tra Nuir ed MM gli interventi siano più rapidi. Vedo con molta positività quello che si è fatto ultimamente anche tra i cittadini per avvisare delle situazioni che stanno accadendo, anche queste chat e pervasività dei social possono essere utili".

Questione Stadio

Nel frattempo, lunedì l'aula del Consiglio comunale di Milano si riunirà per votare ordini del giorno e mozioni dei partiti sul tema del nuovo stadio che Inter e Milan vorrebbero realizzare sull'area comunale di San Siro. L'auspicio del sindaco, Giuseppe Sala è che "ci sia compattezza, vediamo anche la discussione come si evolve. Anche perché è abbastanza evidente che un voto, pur positivo, riporta il lavoro poi sulla giunta e su me stesso. Ma era quello che volevo: un coinvolgimento del Consiglio, non certo una nostra deresponsabilizzazione. Perché anche se fosse un voto positivo, sul tema chiave che è quanto volume concedere, io non penso che il Consiglio delibererà da questo punto di vista, quindi tornerà senz'altro a noi". 

"Riaprire i Navigli non è saggio da fare oggi"

Infine, Sala sui Navigli ha aggiunto: "Io sono molto innamorato dell'idea di riaprirli, ma oggi non ritengo saggio farlo perché ci sono altre questioni aperte sulla città. Se mi dovessi ricandidare, so che i cittadini mi porranno questa questione e dovrò trovare una risposta definitiva". Poi Sala ha ricordato il percorso di dibattito pubblico avvenuto in città proprio per conoscere il parere dei cittadini sulla riapertura dei Navigli. "Quello che è successo è stato un lungo percorso di ascolto della città. Sono stato a Bruxelles a parlare con la commissaria, che mi ha detto che Bruxelles c'è, ma non finanzia tutto: solo dove ci sia un sistema di mobilità e quindi se i Navigli potranno essere usati per il trasporto delle persone e delle merci. Quindi o si apre tutto o..." non ci sono i fondi europei. Infine Sala ha ricordato che aprire una parte dei Navigli "costa 150 milioni, aprire tutto 500 milioni".