In Evidenza
Altre sezioni
altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Bimbo ucciso a Milano, padre: “L’ho picchiato e poi l’ho visto morto”

Lombardia
Fiori davanti al palazzo a Milano dove è stato ucciso il bimbo (Agenzia Fotogramma)

Aljica H., il 25enne di origini croate arrestato ieri per l'omicidio del figlio di 2 anni e 5 mesi, nell’interrogatorio davanti al pm ha ammesso di avere preso a botte il piccolo 

Condividi:

"L'ho picchiato, poi l'ho visto morto, non credevo che l'avrei ucciso". Così, in sostanza, nell'interrogatorio che si è svolto, questa mattina, davanti al pm Giovanna Cavalleri, Aljica H., il 25enne di origini croate arrestato ieri a Milano per l'omicidio del figlio di 2 anni e 5 mesi, ha ammesso di avere preso a botte il piccolo. L’uomo, fermato dopo essere stato individuato in zona Giambellino, aveva confessato anche ieri davanti agli investigatori. Il pm ha chiesto la convalida del fermo del 25enne, che è apparso lucido, e il Gip Valerio Natale deciderà sulla misura cautelare in carcere dopo l'interrogatorio.

Le indagini

Come è stato ricostruito nelle indagini della Squadra mobile, l'uomo è fuggito poco dopo il delitto, avvenuto intorno alle 3 del mattino di ieri nell'appartamento popolare, nella periferia ovest della città, in cui viveva con la moglie Silvija Z., 23 anni, rom croata e incinta del quinto figlio. La donna, che era sotto choc di fianco al cadavere del piccolo quando è arrivata la polizia, ha indicato il marito come responsabile dell'omicidio. Nelle prossime ore verrà effettuata l'autopsia sul corpo del piccolo, che servirà per valutare anche se era stato picchiato nei giorni precedenti, dato che sul suo corpo vi erano lividi risalenti anche a giorni prima del delitto. Il bambino aveva anche i piedi fasciati singolarmente, anche se è possibile che si sia fatto male camminando sui vetri nei giorni scorsi. Il 25enne, che ha chiamato il 112 un paio d'ore dopo l'omicidio, intorno alle 5 del mattino, è stato, poi, fermato intorno alle 12,30 in zona Giambellino, a Milano. Aveva con sé le due figlie che hanno 3 anni e poco più di un anno, mentre un altro figlio, il maggiore, vive in Croazia. In Questura ieri l'uomo ha anche ammesso di avere fatto uso di droga prima di colpire il bambino: "Non riuscivo ad addormentarmi, mi sono alzato e l'ho picchiato". 

Le parole del sindaco Sala

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato la vicenda del bimbo ucciso dal padre in un appartamento di un quartiere periferico della città. "Se tutti concordiamo a parole che le periferie sono le nostre priorità, dobbiamo concordarlo anche nei fatti. Nelle case di edilizia pubblica di proprietà della Regione Lombardia oggettivamente i problemi sono più gravi che nelle nostre - ha aggiunto -. Guardiamo il livello di occupazioni abusive e il livello di degrado".

Fiaccolata nel quartiere

Domani, alle 20, nel quartiere dove è stato ucciso il bambino, alcuni abitanti hanno organizzato una fiaccolata per il piccolo, ma in generale “per la tutela dei minori”. "Ci sono centinaia di bambini rom abbandonati per la strada e non capisco perché Tribunale e Comune non intervengano a loro tutela" ha spiegato un residente, che oggi ha consegnato all’Ufficio Ricezione Atti della Procura una denuncia/querela contro il tribunale dei Minorenni e contro l'amministrazione con l'accusa di "concorso morale in omicidio" perché non hanno tolto prima il bimbo ai genitori. La fiaccolata partirà dalla casa dove si è consumata la tragedia e attraverserà il quartiere fino a piazzale Selinunte. “È un modo per sensibilizzare le istituzioni ma anche i rom. Spero vengano anche loro" ha concluso.