Vecchioni: "La poesia? Nasce anche dal tentativo di parlare in modo diverso dagli altri"
Lifestyle ©GettyIl cantautore ha di recente pubblicato “Scrivere il cielo”, la raccolta di tutti i suoi versi scritti nell’arco di settant’anni. E durante "Incipit", il programma di libri di Sky TG24, dice: "La poesia non sta solo nei libri, ma in ogni modo di dare emozioni"
"Perché mai uno, dopo sessant’anni di onorata carriera come spregiudicato e appagato cantautore, dovrebbe a ottantadue anni mettersi in testa di pubblicare le poesie scritte nell’arco di un’intera vita?". Con questa domanda si apre il libro di "Incipit" di questa settimana. Si intitola "Scrivere il cielo", lo ha scritto Roberto Vecchioni e raccoglie le sue poesie scritte negli ultimi settant'anni. Un'autobiografia "al contrario", che raccoglie i suoi versi (dai più recenti ai più vecchi), per capire, precisa il cantautore, "chi o cosa mi ha portato a essere come sono ora". Nell'intervista. Vecchioni racconta che già la sua prima poesia, scritta a sei anni per la madre, rivelava un bisogno profondo di essere ascoltato: "La scrittura per me è sempre stato un tentativo, anche sfuggente, di non parlare come gli altri", spiega, prima di soffermarsi sulla distinzione tra poesia e canzone. "In quest'ultima, la metafora deve essere comprensibile; in poesia no, conta in sé per la sua bellezza".
L'intervista è disponibile anche come podcast in tutte le principali piattaforme cercando la rubrica "Incipit -Tra le righe" o selezionando l'episodio nella playlist che si trova qui sotto.