Violante, se la salute mentale passa anche da un fumetto

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Giulia Floris

Giulia Floris

Il passaggio tra la scuola media e le superiori, le amicizie che cambiano, una calda estate e il terrore di svenire in pubblico. Nel suo ultimo lavoro edito da il Castoro, la fumettista e illustratrice Elena Triolo racconta le difficoltà tipiche dell'adolescenza con una storia personale e ispirata al suo vissuto 

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Una ragazzina, l’estate tra la terza media e le superiori, un grande caldo, il senso di inadeguatezza tipico dell’adolescenza e la paura di svenire. Sono questi gli ingredienti di Violante, l’ultimo lavoro, edito da Il Castoro, di Elena Triolo, fumettista e illustratrice cara al pubblico più giovane. Triolo, che con Brian Freschi aveva indagato (da illustratrice) le tematiche tipiche della preadolescenza in Elettra (successo tradotto in 12 lingue) questa volta affronta una storia ancora più personale che, come spiega nella nota iniziale, è ispirata al suo stesso vissuto, "la paura costante di svenire, di essere diversa e matta, di essere l’unica al mondo con questo problema".

 

La trama 

Il personaggio di Violante (dopo uno svenimento avvenuto un anno prima e che non le aveva causato particolari traumi) si trova ad affrontare in una calda estate la paura di svenire in pubblico, proprio nel momento in cui tutto sta cambiando e ogni certezza frana sotto i suoi piedi. La migliore amica Sofi (che appare improvvisamente diversa, cambiata nel modo di fare e vestire) si inserisce in una nuova compagnia, lasciando Violante in qualche modo indietro. La nuova scuola che la aspetta a settembre è un’incognita, senza nessuna amicizia pregressa, e i genitori sembrano non capire le sue difficoltà e i suoi tentativi maldestri di cercare di omologarsi agli altri, in questa nuova fase della vita. Sarà Iago, un nuovo amico con la sua stessa passione per il disegno, ad aiutarla a capire che la paura di svenire non arriva dal nulla ma è la spia di uno stato di ansia più profondo, che Violante deve coraggiosamente indagare, senza avere paura di farsi aiutare, se vuole superarlo.

Una tavola tratta da "Violante" di Elena Triolo (Il Castoro)
Una tavola tratta da "Violante" di Elena Triolo (Il Castoro)

Le tematiche al centro di Violante

Il messaggio è indirizzato a un pubblico giovanissimo (l’età di lettura consigliata è dagli 11 anni) ma non per questo disinteressato al tema della salute mentale, in particolare da dopo la pandemia. Triolo (classe 1988) ha la capacità di raccontare i più giovani senza forzato giovanilismo, riportando con naturalezza la loro estetica, il loro linguaggio, la commistione tra vita reale e vita digitale. Un aspetto quest’ultimo che fa parte della vita di Violante e che non viene demonizzato ma che rivela comunque la sua problematicità nel confrontarsi con gli altri, quando il riflesso social della vita altrui sembra infinitamente più soddisfacente della propria.

Una lettura che ricorda lo straordinario e pluripremiato Coraggio di Raina Telgemeier, dove l’autrice raccontava il terrore invalidante realmente vissuto dall’autrice di vomitare in pubblico. Anche nel caso di Violante, il fumetto si dimostra uno strumento perfetto per parlare ai più giovani di temi come l’ansia, la paura, il senso di inadeguatezza e infine la psicoterapia.  

Una tavola tratta da "Violante" di Elena Triolo (Il Castoro)
Una tavola tratta da "Violante" di Elena Triolo (Il Castoro)

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