Introduzione
Il ritorno dell'Odissea al centro dell'attenzione (complice il nuovo kolossal di Christopher Nolan, in sala in Italia dal 16 luglio, con Matt Damon nei panni di Ulisse e un cast che schiera, tra gli altri, Anne Hathaway, Tom Holland, Zendaya e Robert Pattinson) è l'occasione per rimettere in fila chi è chi nel poema attribuito a Omero. Dall'eroe di Itaca alla moglie Penelope, dalle divinità che governano il viaggio alle creature che lo ostacolano, ecco una guida ai protagonisti e alle figure secondarie che da quasi tremila anni animano il racconto del ritorno più celebre della letteratura.
Quello che devi sapere
Cos'è l'Odissea, in breve
L'Odissea è, con l'Iliade, uno dei due grandi poemi epici della Grecia arcaica attribuiti a Omero, composto probabilmente tra l'VIII e il VII secolo a.C. Racconta il lungo ritorno di Ulisse a Itaca nei dieci anni successivi alla guerra di Troia: attraverso i ricordi del protagonista emergono le avventure vissute nel decennio precedente, dall'incontro con il ciclope Polifemo al soggiorno presso Circe e Calipso, dalla discesa nell'Ade al canto delle Sirene. Più che un poema d'avventura, è una riflessione sull'identità, sulla nostalgia e sul desiderio di ritrovare ciò che si ama.
Ulisse (Odisseo), l'eroe dell'ingegno
Re di Itaca, marito di Penelope e padre di Telemaco, Ulisse è il protagonista assoluto del poema. La sua fama non nasce dalla forza fisica ma dall'astuzia: è lui a ideare il cavallo di Troia e, nel corso del viaggio, ricorre all'inganno più che alla violenza. Il suo carattere ha però anche dei limiti: l'orgoglio e la sete di gloria lo mettono ripetutamente in pericolo, come quando rivela il proprio nome a Polifemo scatenando l'ira di Poseidone.
Penelope, la regina che resiste
Penelope incarna la pazienza e l'intelligenza. Durante la ventennale assenza del marito deve governare il regno e resistere all'assedio dei Proci, i nobili che aspirano a sposarla per impadronirsi del trono. L'espediente della tela (tessuta di giorno e disfatta di notte per rimandare le nozze) dimostra come anche lei sappia usare l'ingegno per superare gli ostacoli, esattamente come Ulisse.
Telemaco, il figlio che diventa uomo
Telemaco, il figlio di Ulisse, compie uno dei percorsi di crescita più intensi del poema. All'inizio è un giovane inesperto, incapace di opporsi ai Proci. Ma il viaggio intrapreso alla ricerca del padre lo fa maturare, fino a combattere al suo fianco nella riconquista del palazzo di Itaca.
Laerte, il vecchio padre di Ulisse
Padre di Ulisse ed ex re di Itaca, Laerte si è ritirato in campagna, invecchiato e consumato dal dolore per l'assenza del figlio. Vive lontano dalla reggia, dedicandosi ai campi. Sarà proprio il ritrovato Ulisse a restituirgli speranza: nel finale del poema il vecchio riprende vigore e imbraccia le armi accanto al figlio e al nipote contro i parenti dei Proci uccisi.
Euriclea, la nutrice che riconosce il re
Anziana nutrice della famiglia reale, Euriclea ha cresciuto Ulisse ed è la prima a smascherarlo al suo ritorno a Itaca. Mentre gli lava i piedi, riconosce una vecchia cicatrice sulla gamba e capisce che il mendicante che ha davanti è in realtà il suo re. Ulisse la costringe al silenzio: la sua fedeltà è un tassello decisivo nella preparazione della vendetta.
Atena, la dea protettrice
Dea della sapienza e della strategia militare, Atena è la divinità che protegge costantemente Ulisse. Interviene più volte cambiando aspetto per guidare tanto l'eroe quanto Telemaco. Il suo appoggio ribadisce il senso profondo del poema: il protagonista viene premiato soprattutto per la sua intelligenza.
Poseidone, il dio che ostacola il ritorno
Dio del mare, Poseidone è il principale antagonista del poema. Perseguita Ulisse per vendicare il figlio Polifemo, accecato dall'eroe, e rende così il viaggio verso Itaca lungo e tormentato. È la forza divina che si oppone al ritorno, moltiplicando tempeste e naufragi sul cammino del protagonista.
Polifemo, il ciclope ingannato da "Nessuno"
Ciclope figlio di Poseidone, Polifemo è protagonista di uno degli episodi più celebri dell'Odissea. La sua sconfitta non passa per la forza, ma per uno degli inganni più famosi della letteratura: Ulisse si presenta con il nome di "Nessuno", accieca il gigante e riesce a fuggire. Quando Polifemo invoca aiuto, dire che a ferirlo è stato "Nessuno" lo condanna a non essere creduto.
Circe, la maga che diventa alleata
Maga capace di trasformare gli uomini in animali, Circe è una delle figure femminili più sfaccettate del poema. Dopo un iniziale scontro con Ulisse (che riesce a resistere ai suoi incantesimi) muta atteggiamento e diventa sua alleata, offrendogli consigli decisivi per affrontare le prove successive, compresa la discesa nell'Ade.
Calipso, la ninfa e la tentazione dell'immortalità
Ninfa immortale, Calipso trattiene Ulisse per anni sull'isola di Ogigia. Il suo amore rappresenta una delle prove più insidiose: gli offre l'immortalità in cambio della rinuncia al ritorno. L'eroe sceglie comunque la propria condizione mortale, pur di rivedere la famiglia e la patria. Nel film di Nolan il personaggio è interpretato da Charlize Theron.
Le Sirene, il canto a cui non resistere
Creature dal canto irresistibile, le Sirene attirano i naviganti verso la morte. Avvertito da Circe, Ulisse escogita una soluzione per ascoltarne la voce senza perdersi: fa tappare le orecchie ai compagni con la cera e si fa legare all'albero della nave. È uno degli episodi in cui l'astuzia dell'eroe si misura con la seduzione del pericolo.
Nausicaa, il volto dell'ospitalità
Giovane principessa dei Feaci, Nausicaa soccorre Ulisse quando questi approda naufrago sulle coste del suo regno. La sua figura incarna l'accoglienza e l'ospitalità, valori centrali nella cultura greca. È grazie all'aiuto dei Feaci che l'eroe potrà infine raggiungere Itaca.
Tiresia, l'indovino dell'Ade
Indovino cieco di Tebe, Tiresia mantiene le sue capacità profetiche anche nel regno dei morti. Ulisse lo raggiunge nell'Ade su indicazione di Circe: è lui a predirgli le insidie del viaggio che resta, ad avvertirlo dei pericoli dell'isola del Sole e ad annunciargli cosa lo attende una volta tornato in patria. Il suo vaticinio orienta l'intera seconda parte del cammino.
Agamennone, il re tradito al ritorno
Comandante supremo dei Greci a Troia, Agamennone compare nel poema come ombra nell'Ade. Racconta a Ulisse il proprio destino: rientrato in patria, è stato assassinato dalla moglie Clitennestra e dal suo amante. La sua sorte funziona da contraltare a quella di Ulisse; un ritorno finito in tragedia, opposto a quello che attende l'eroe di Itaca grazie alla fedeltà di Penelope.
Menelao ed Elena, la coppia all'origine della guerra
Re di Sparta, Menelao è il marito di Elena, il cui rapimento da parte di Paride aveva scatenato la guerra di Troia. Nel poema Telemaco li raggiunge a Sparta in cerca di notizie del padre: la coppia, ormai riconciliata, lo accoglie e gli offre indizi preziosi. Le loro parole restituiscono l'eco del conflitto e alimentano la speranza che Ulisse sia ancora vivo.
Eumeo, il servo fedele
Fedele porcaro di Ulisse, Eumeo dimostra che nell'Odissea il valore di una persona non dipende dal rango sociale. È tra i primi a sostenere il re tornato in incognito e a schierarsi al suo fianco nella riconquista del palazzo. La sua lealtà lo rende una delle figure più nobili del poema, pur nella sua umile condizione.
Argo, il cane che riconosce il padrone
Anche un cane ha un ruolo memorabile nell'Odissea. Argo riconosce Ulisse dopo vent'anni, nonostante il travestimento da mendicante. Subito dopo aver rivisto il padrone, l'animale muore sereno. È uno dei momenti più commoventi dell'intera opera, simbolo di una fedeltà che resiste al tempo.
I Proci, i pretendenti al trono di Itaca
Sono i nobili che, approfittando dell'assenza di Ulisse, occupano la reggia e insidiano Penelope per ottenere il trono. Arroganti e prepotenti, dilapidano i beni della casa reale convinti che il re sia morto. Il loro destino si compie nella resa dei conti finale, quando Ulisse, tornato in incognito, li affronta e riconquista il palazzo.