Appuntamento al 19 giugno per la presentazione del manifesto del tatuaggio artistico contemporaneo all'interno dell’Atlante dell'arte contemporanea. Per l'artista romano il tatuaggio è un'espressione artistica contemporanea, opera certificabile e patrimonio culturale da studiare, conservare e valorizzare
Appuntamento il 19 giugno 2026 al Museum of Modern Art di New York per un evento dedicato all’Atlante dell’Arte Contemporanea, nell’ambito del quale sarà dedicato un approfondimento alla ricerca artistica di Marco Manzo, artista visivo, tatuatore, scultore e designer che ha contribuito al riconoscimento del tatuaggio come linguaggio dell’arte contemporanea.
L’Atlante dell’Arte Contemporanea accoglie infatti un estratto del manifesto del tatuaggio artistico contemporaneo, il testo con cui Manzo affronta uno dei temi più rilevanti della disciplina: il riconoscimento del tatuaggio come espressione artistica contemporanea, opera certificabile e patrimonio culturale da studiare, conservare e valorizzare.
Il programma
L’approfondimento dedicato a Marco Manzo si articolerà in due momenti: il pirmo in cui verrà illustrato il percorso artistico di Marco Manzo, mentre poi il pubblico assisterà a una video-art performance in anteprima mondiale: una proiezione poetica sviluppata attraverso le nuove tecnologie e l’Intelligenza Artificiale, capace di animare tridimensionalmente le 66 lastre radiografiche realizzate dall’artista per la Biennale di Architettura di Venezia. Le opere sono state successivamente esposte anche ad Art Basel Miami e alcune prove d’autore, provenienti da una collezione privata, sono state donate quasi integralmente al Metropolitan Museum of Art di New York.
Il culmine dell’evento sarà rappresentato dalla presentazione integrale del Manifesto del Tatuaggio Artistico Contemporaneo, del quale l’Atlante pubblica un primo estratto. Attraverso una lettera aperta rivolta alle istituzioni museali internazionali, Marco Manzo propone una nuova prospettiva sul tatuaggio artistico: non più semplice decorazione del corpo, ma opera d’arte viva, capace di essere studiata, conservata, certificata e collezionata.