Clara Usón: "La verità sta tra tante voci, non in una sola"

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Filippo Maria Battaglia

Filippo Maria Battaglia

©Getty

Nel suo ultimo romanzo, "Le belve", la scrittrice spagnola imbastisce un racconto corale ambientato negli anni del terrorismo dell’Eta. E a "Incipit", il programma di libri di Sky TG24, ricorda come la verità non sia mai unica, ma nasca dall’incrocio delle prospettive

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"Questo è quello che m’hanno raccontato". Comincia così "Le belve", il romanzo di "Incipit" di questa settimana. Lo ha scritto Clara Usón e in quelle prime sette parole se ne può già intuire l’essenza: l’oralità di una narrazione e, soprattutto, il fatto che ogni storia dipenda da chi la racconta. "Le belve", pubblicato da Sellerio nella traduzione di Silvia Sichel, ruota attorno a "Tigresa", un’esponente dell’Eta, l’organizzazione terroristica che mirava all’indipendenza dei Paesi Baschi. Usón parte dalla sua storia per imbastire un romanzo polifonico costruito con personaggi reali e immaginari: “Ognuno di loro ha il proprio punto di vista — dice la scrittrice spagnola in questa intervista — e la verità sta in un punto intermedio tra tutte queste voci”. Ma fin dove può spingersi la finzione quando si raccontano persone reali? "Non esistono regole”" risponde Usón. I limiti vanno trovati ogni volta, cercando di restare fedeli a ciò che una persona è stata, senza attribuirle ciò che non ha fatto. Anche quando il rischio è quello di umanizzare il carnefice.  Ed è proprio lì che, per Usón, la letteratura diventa interessante: evitando il manicheismo e mostrando tutte le contraddizioni.

L’intervista è disponibile anche come podcast su tutte le principali piattaforme, cercando la rubrica “Incipit – Tra le righe” o selezionando l’episodio nella playlist qui sotto.

 

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