In Evidenza
Altre sezioni
altro

La ragazza di neve, il thriller di Javier Castillo

Lifestyle

Sabrina Rappoli

Scrivere storie che si vorrebbero leggere, è questa la regola per  la buona riuscita di un libro: parola di Javier Castillo, autore di thriller da oltre un milione di copie

Il tuo browser non supporta HTML5

Condividi:

Javier Castillo ha 35 anni, da quando ne aveva 27 tiene col fiato sospeso i lettori con i suoi thriller. Spagnolo di Malaga, sebbene abbia studiato Economia aziendale e conseguito un master in Management presso la ESCP Europe Business School, non ha mai smesso di amare le Lettere. I suoi romanzi hanno ottenuto un enorme successo editoriale, sono in corso di traduzione in più di 60 Paesi e hanno venduto più di un milione di copie. In questi giorni arriva in libreria con un nuovo romanzo "La ragazza di neve", che presto diventerà una serie per Netflix. Si racconta a Sky TG24.

“E’ un’ottima occasione - spiega - perché farà conoscere a quante più persone possibile il mio stile, il mio modo di scrivere e anche la storia che io racconto nel mio romanzo “La ragazza di neve”. Ed è un’ottima occasione anche per diffondere la mia scrittura che è piena di suspence, di colpi di scena; i temi che io affronto nel romanzo, che sono temi di grande attualità, sono temi importanti. Ho poi la fortuna di poter essere presente come consulente alla sceneggiatura e questo è un fatto estremamente positivo".

Realtà fonte di ispirazione, ma non basta.

“La realtà può essere una fonte di ispirazione, però, è necessario allontanarsene, andare oltre. Non si può emozionare soltanto con una realtà dura, ci sono molte emozioni che devono essere suscitate. Deve essere un po’ come sulle montagne russe, per far questo dalla realtà bisogna allontanarsi, quando si lavora a un thriller”.

La regola per scrivere un buon libro.

“Scrivere libri che si vorrebbero leggere è la migliore regola per scrivere un buon libro; sarebbe un vero e proprio incubo passare un anno della propria vita a scrivere qualcosa che non ti piace e non ti rispecchia”.

Lei è un assiduo lettore di thriller.

“Sono un lettore assiduo di thriller e un autore da me molto apprezzato e molto conosciuto in Spagna, di questo genere, è Donato Carrisi. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, in occasione del lancio del romanzo “La ragazza di neve”. Mi ha regalato una frase che compare nel romanzo, mi riferisco a lui perché lo conosco bene e nutro per lui una grande ammirazione. Recentemente ho cominciato a leggere “I leoni di Sicilia”, che ha una scrittura molto, molto diversa, ma mi piace”.

Il libro

1998, New York, parata del Giorno del Ringraziamento: Kiera Templeton, tre anni, sparisce. Succede tutto in un attimo: il padre perde la presa calda e leggera della mano di sua figlia e improvvisamente non la vede più, inghiottita dalla folla che si spintona. Inutile chiamarla, chiedere aiuto e disperarsi. Dopo lunghe ricerche, vengono ritrovati solo i suoi vestiti e delle ciocche di capelli.

2003, cinque anni dopo, il giorno del compleanno di Kiera: i suoi genitori ricevono uno strano pacchetto. Dentro c'è una videocassetta che mostra una bambina che sembra proprio essere Kiera, mentre gioca con una casa delle bambole in una stanza dai colori vivaci. Dopo pochissimo lo schermo torna a sgranarsi in un pulviscolo di puntini bianchi e neri, una neve di incertezza, speranza e dolore insieme. Davanti al video c'è anche Miren Triggs, che all'epoca del rapimento era una studentessa di giornalismo e da allora si è dedicata anima e corpo a questo caso. È lei che conduce un'indagine parallela, più profonda e pericolosa, in cui la scomparsa di Kiera si intreccia con la sua storia personale in un enigmatico gioco di specchi che lascia i lettori senza fiato. Un thriller perfetto che ribalta le regole del genere.