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Abi, a febbraio tassi prestiti imprese risaliti a 1,26%

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Per i prestiti alle imprese si è, invece, registrata una riduzione dell'1% su base annua

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A febbraio 2020 i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento si sono attestati su livelli particolarmente bassi, anche se il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è leggermente salito all'1,26% (1,18% il mese precedente; 5,48% a fine 2007). Lo indica il Rapporto dell'Abi di marzo. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è invece sceso all'1,35% (1,44% a gennaio 2020, 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è il 2,50% (2,49% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007). A fine febbraio 2020, i prestiti a famiglie e imprese sono aumentati dello 0,4% rispetto a un anno prima. A gennaio, invece, a seguito della riduzione della domanda di finanziamenti, nonostante tassi di interesse che permangono su livelli storicamente bassissimi, per i prestiti alle imprese si è registrata una riduzione dell'1% su base annua.

Sofferenze in calo per le banche italiane a gennaio 2020. Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a gennaio si attestavano a 25,9 miliardi di euro, in calo rispetto ai 33,6 miliardi di gennaio 2019 (-7,7 miliardi pari a -22,9%) e ai 59,4 miliardi di gennaio 2018 (-33,6 miliardi pari a - 56,5%). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di circa 63 miliardi (pari a -70,9%). Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è dell'1,52% a gennaio 2020 (era 1,93% a gennaio 2019, 3,42% a gennaio 2018 e 4,89% a novembre 2015).

In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a febbraio 2020, di oltre 89 miliardi di euro rispetto ad un anno prima (variazione pari a +6,0% su base annuale), mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è scesa, negli ultimi 12 mesi, di circa 7 miliardi di euro in valore assoluto (pari a -2,9%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +4,8% a febbraio 2020.