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Premio Strega, tutto quello che c’è da sapere sul famoso concorso letterario

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4' di lettura

Nato nel 1947, il riconoscimento che viene assegnato giovedì 4 luglio è considerato il più importante e ambìto del settore in Italia. In passato ha incoronato nomi del calibro di Cesare Pavese, Elsa Morante, Primo Levi e Umberto Eco

Il Premio Strega, assegnato come da tradizione il primo giovedì di luglio, è un riconoscimento letterario tra i più prestigiosi e ambìti in Italia. Conosciuto in Europa e in tutto mondo, ha rappresentato fin dalle prime edizioni il coronamento di una carriera o il lancio definitivo per tanti importanti scrittori italiani.

Un progetto per far fronte alla disperazione della guerra

L'idea del premio risale a tre anni prima della sua data di nascita ufficiale. È il 1944 quando la scrittrice Maria Bellonci pensa all'organizzazione di un salotto letterario per far fronte alla disperazione della guerra. Un salotto che negli anni ospita grandi intellettuali e artisti del caibro di Guido Piovene, Carlo Emilio Gadda, Anna Banti, Aldo Palazzeschi, Ignazio Silone, Alberto Moravia, Elsa Morante, Giuseppe Ungaretti, Renato Guttuso, Carlo Levi e tanti altri.

Perché il nome Strega

Nel 1947, quel salotto letterario aveva ormai preso il nome di "Amici della domenica" (dal giorno prescelto per le loro riunioni, ndr) quando, durante una cena in trattoria, Goffredo Bellonci parla del progetto di un nuovo concorso letterario a un giovane imprenditore di Benevento: Guido Alberti. L’idea convince Alberti che, con il contributo di centomila lire (per l’epoca una cifra importante), finanzia il premio. La manifestazione prende quindi il nome del famoso liquore  base di erbe prodotto dalla sua famiglia, chiamato appunto "Strega". 

Da Ennio Flaiano a Umberto Eco, una sfilata di grandi autori

La prima edizione, nello stesso 1947, viene vinta da Ennio Flaiano con "Tempo di uccidere", edito da Longanesi. Da lì in poi tanti sono stati i grandi che sono passati per lo Strega. Per citarne solo alcuni: Cesare Pavese con "La bella estate", Alberto Moravia con i suoi racconti, Elsa Morante con "L’Isola di Arturo", Giuseppe Tomasi di Lampedusa con "Il Gattopardo", e poi ancora Natalia Ginzburg con "Lessico Familiare", Tommaso Landolfi con "A caso", Primo Levi con "La chiave a stella", Umberto Eco con "Il nome della rosa" (che poi ha venduto 50 milioni di copie in tutto il mondo) e tanti altri.

Gara anche tra le case editrici

Fin da subito il premio Strega ha rappresentato un terreno di scontro tra le case editrici, oltre che tra gli scrittori, e negli anni non sono mancate le polemiche. Nel 1989 Giuseppe Pontiggia vince l’edizione con il suo "La grande sera", edito da Mondadori. Supera di un solo punto lo scrittore ed editore Roberto Calasso che rimane molto scontento della decisione. Così, da quell’anno, la sua casa editrice Adelphi non partecipa più al premio. Va anche detto, comunque, che se molti lamentano la continua presenza delle grandi case editrici sul podio, dal 2015 il nuovo regolamento richiede che entri nella cinquina finale almeno un libro proveniente dalla piccola editoria.

Come si sceglie il vincitore

La scelta del vincitore è affidata a una giuria di 660 persone, tra cui gli ex vincitori. 400 sono gli "Amici della domenica", 200 sono i votanti all’estero selezionati da istituti italiani di cultura, 40 lettori selezionati da 20 librerie associate all’Ali e 20 voti collettivi. Ciascun giurato degli "Amici della domenica" può proporre il suo titolo (questa è una novità introdotta nel 2018, prima ogni testo doveva essere supportato da almeno due persone). È ammessa la candidatura di un numero massimo di 12 opere e qualora le opere proposte fossero di più (altra novità del 2018), sarà il Comitato direttivo a scegliere le 12 ammesse. Poi una nuova selezione (in genere nel mese di giugno) designa la cinquina delle opere finaliste. Fin da principio, il primo giovedì del mese di luglio, nel ninfeo di Villa Giulia a Roma, si proclama il vincitore. Solo per la 70esima edizione del premio, nel 2016, la premiazione si è spostata nell’Auditorium Parco della Musica. Ma dal 2017 è tornata nella tradizionale storica sede.

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