Industriali Napoli, l'allarme sul dopo-Pnrr. Genna: "Non finisca la crescita"

Economia
Elettra Bernacchini

Elettra Bernacchini

Il bilancio della Campania, dice Genna, è paragonabile a quello di un piccolo Stato europeo, ma il Mezzogiorno non può essere confinato al ruolo di hub energetico nazionale. Né data center e né pale eoliche creano vera occupazione. Il punto è capire cosa accade dopo il PNRR, perché le stime Svimez indicano per il 2027 una crescita dello 0,5% al centro Nord e dello 0,4% al Sud

Un progetto che può riassumersi in un'unica parola, semplice ma decisiva: crescita. Così il presidente dell'Unione industriali di Napoli, Vittorio Genna, apre la sua prima assemblea pubblica a Palazzo Partanna, davanti al vicepremier Antonio Tajani, al presidente di Confindustria Emanuele Orsini, al Presidente della Regione Campania Roberto Fico e al sindaco Gaetano Manfredi.

Il bilancio della Campania, dice Genna, è paragonabile a quello di un piccolo Stato europeo, ma il Mezzogiorno non può essere confinato al ruolo di hub energetico nazionale. Né data center e né pale eoliche creano vera occupazione. Il punto è capire cosa accade dopo il PNRR, perché le stime Svimez indicano per il 2027 una crescita dello 0,5% al centro Nord e dello 0,4% al Sud. Il rischio, avverte Genna, è che con il piano finisca anche la crescita.

Puntare quindi sull'industria manifatturiera e su investimenti capaci di creare lavoro qualificato dentro un perimetro chiaro, valorizzare la ZES unica aprendola anche ai grandi investimenti nazionali ed esteri e recuperare una regia nazionale su energia, formazione e sanità. 

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