Dalla Lombardia all'Emilia-Romagna, ecco dove slitta l'accensione del riscaldamento
EconomiaIntroduzione
L’arrivo dell’autunno porta con sé anche l’accensione degli impianti di riscaldamento. Come sempre le date di inizio variano da zona a zona, in base alla fascia climatica nella quale i singoli Comuni sono inseriti. Ci sono però anche casi di città o Regioni che hanno deciso di spostare in avanti l’accensione del riscaldamento, sia per via delle previsioni meteo che indicano temperature ancora alte sia per una questione ambientale e di contenimento delle emissioni nell’atmosfera.
Quello che devi sapere
La decisione dell’Emilia-Romagna
La prima a muoversi in questa direzione è stata l’Emilia-Romagna: a settembre infatti la Regione ha annunciato - dopo essersi confrontata con gli altri Enti del bacino padano - la sospensione del blocco strutturale alla circolazione dei veicoli diesel euro 5. E dunque “la Giunta ha predisposto un pacchetto di misure alternative e compensative”: tra queste, appunto, lo slittamento dell’accensione del riscaldamento.
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Riscaldamento al via il 1° novembre
Nel dettaglio, si legge nell’annuncio pubblicato dall’Emilia-Romagna sul suo sito, la Regione ha stabilito il “posticipo al 1° novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura e rafforzamento, nelle fasi emergenziali per la qualità dell’aria, delle limitazioni all’utilizzo degli impianti domestici a biomassa”.
Quando si può accendere il riscaldamento a Bologna
Un caso concreto per capire la differenza rispetto al passato è Bologna, capoluogo della Regione: pur essendo nella fascia climatica E, che prevede l’accensione a partire dal 15 ottobre, “gli impianti possono essere attivati dal 1° novembre 2026 al mese di aprile, per un massimo di 14 ore giornaliere”, si legge sul sito del Comune. “La durata giornaliera di accensione degli impianti è compresa tra le ore 5 e le ore 23. Durante il funzionamento dell'impianto di climatizzazione invernale, la media ponderata delle temperature dell'aria, misurate nei singoli ambienti riscaldati di ciascuna unità immobiliare, non deve superare i 17°C per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili; i 19°C per tutti gli altri edifici. Sono esclusi da queste indicazioni gli ospedali e le case di cura, le scuole, i luoghi che ospitano attività sportive”.
Il caso del riscaldamento a Monza
L’Emilia-Romagna, comunque, non è stata l’unica. Passando alla Lombardia, anche il comune capoluogo di provincia di Monza ha deciso di spostare più avanti l’accensione del riscaldamento. Sul sito ufficiale si legge infatti: “Slitta di una settimana l’accensione degli impianti termici nel territorio comunale, passando dal 15 ottobre a giovedì 22 ottobre: gli impianti potranno restare accesi per un massimo di 14 ore giornaliere, comprese tra le ore 5.00 e le ore 23.00”.
Perché il rinvio dell’inizio a Monza
Lo stesso comune di Monza ha spiegato che “la decisione è stata assunta anche in considerazione delle previsioni delle temperature medie giornaliere fino al 21/10, riferite alla zona climatica “E”, sottozona “5”, elaborate da ARPA Lombardia, che a tutt’oggi risultano superiori rispetto a quelle tipicamente autunnali”. Dunque, a giocare un ruolo fondamentale sono le alte temperature. Il sindaco Paolo Pilotto ha aggiunto: “L’obiettivo è ridurre le emissioni di sostanze inquinanti nell’aria. Nel contempo, anche grazie al meteo favorevole, sarà possibile ridurre i consumi energetici”.
La situazione del riscaldamento in Lombardia
E se Monza si è già mossa in questa direzione, potrebbero esserci anche altre città in Lombardia a seguire una simile traiettoria. Secondo quanto riportato da La Repubblica, infatti, sarebbero diversi i grandi centri della Regione a valutare il posticipo dell’inizio della stagione del riscaldamento.
Cosa succede a Milano e Sondrio
A Milano, secondo quanto riferito dal quotidiano, non sono ancora state prese decisioni in merito a un eventuale slittamento della data di accensione dei termosifoni. Mentre a Sondrio il sindaco Marco Scaramellini ha fatto sapere che “le temperature si sono abbassate molto e nei prossimi giorni caleranno ancora, con le piogge previste. Quindi qui manterremo la data prevista”, cioè il 15 ottobre.
Il riscaldamento a Bergamo, Brescia e Como
Guardando infine alle altre città capoluogo della Lombardia, il sindaco di Como Alessandro Rapinese ha fatto sapere che nei prossimi giorni valuterà se muoversi nella stessa direzione intrapresa da Monza. A Brescia e Pavia le amministrazioni hanno invece comunicato che attenderanno le evoluzioni del meteo e delle temperature esterne per prendere una decisione definitiva, e una simile strada sarà seguita anche da Bergamo.
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