In Evidenza
Altre sezioni
altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Come sta l’Italia? Migliora, ma resta sotto gli standard Ue

Economia

Simone Spina

Sale l'indice sul benessere elaborato dall'Istat utile per capire se abbiamo fatto progressi economici e sociali. Recuperati i livelli precedenti alla pandemia, ma per molti aspetti non raggiungiamo la media europea. In particolare per il lavoro, soprattutto quello femminile. Non cala la povertà e milioni di italiani rinunciano alle visite mediche per i costi e per le lunghe liste d'attesa

Il tuo browser non supporta HTML5

Condividi:

Come sta l’Italia? Come si vive nel nostro Paese? Ci sono dei miglioramenti ma non abbiamo del tutto recuperato lo tsunami della pandemia e, soprattutto, rimaniamo per molti aspetti indietro rispetto al resto d’Europa. Da questo punto di vista ce la passiamo peggio per lavoro, reddito, istruzione, condizione femminile; meglio – complessivamente - per ambiente, sicurezza e salute.

Occupazione ancora bassa, soprattutto quella femminile

Parliamo dell’indice di benessere equo e sostenibile che l’Istat analizza nel suo rapporto annuale, utile per capire se abbiamo fatto progressi non solo dal punto di vista economico ma anche sociale con un occhio particolare alle disuguaglianze. Così se guardiamo – per esempio – al tasso di occupazione, è vero che è salito ma risulta più basso del 9 per cento della media dell’Unione. Il divario è particolarmente accentuato per le donne, per le quali inoltre non si registrano progressi nella presenza ai vertici della politica e delle istituzioni.

Tanti giovani non studiano e non lavorano

Non cala il rischio di povertà, sulla quale pesa anche la corsa dell’inflazione degli ultimi anni. E il divario con l’Europa è alto anche per l’istruzione, con una percentuale più alta della media continentale per giovani che non lavorano e non studiano.

Salute a rischio: pochi soldi e lunghe liste d'attese 

Siamo messi meglio per la speranza di vita, che è tornata (dopo il Covid) ai livelli del 2019, ma peggiorano le condizioni di salute degli anziani e cresce il numero di chi rinuncia alle visite mediche per problemi economici e per le lunghe liste d’attesa.

Migliora la sicurezza, meno omicidio della media Ue

Ci sentiamo più sicuri che in passato quando camminiamo da soli al buio e gli omicidi sono molto al di sotto della media Ue: 332 nel 2022, dei quali più di un terzo con vittima una donna, uccisa – nella metà dei casi – per mano del marito, del fidanzato o dell’ex partner.