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Nuove aliquote Irpef, la simulazione: 60% delle risorse al 20% più ricco dei contribuenti

Economia

Lorenzo Borga

Con l'aliquota Irpef al 23 per cento fino a 28mila euro proposta dal governo i risparmi arriverebbero fino a 260 euro all'anno. Concentrati sui contribuenti più abbienti. LO SKYWALL

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Il governo punta a rimodulare le aliquote Irpef il prossimo anno. Il Viceministro Maurizio Leo a Sky TG24 ha annunciato l'intenzione di accorpare il primo e il secondo scaglione, mantenendoli al 23 per cento.

In questo modo si ridurrebbero da quattro a tre le aliquote Irpef, con uno sconto che andrebbe a valere sui redditi da 15mila euro in su. Un intervento che secondo Leo potrebbe costare alle casse pubbliche tra i 3 e i 4 miliardi, non scontati in una manovra di bilancio così complicata come si preannuncia quella del 2024.

Taglio del cuneo "mangiato" dall'Irpef

Così il governo intende potenziare il taglio del cuneo contributivo, in modo da aumentare gli importi netti in busta paga per i lavoratori dipendenti fino a 35mila euro di reddito lordo. Oggi infatti lo sconto - potenziato da Meloni tra luglio e dicembre e ancora da confermare per l'anno prossimo - provoca un aumento del reddito imponibile per i lavoratori dipendenti. I quali, pagando meno contributi all'Inps, vedono aumentare il conto dell'Irpef (le colonnine in rosso). Così il rialzo della tassazione si "mangia" una parte del taglio contributivo.

Le simulazioni: chi ci risparmierebbe di più

Ma chi beneficerebbe maggiormente da una rimodulazione delle prime due aliquote Irpef? Senza una modifica agli altri pilastri della tassazione (detrazioni in primis), i contribuenti con un reddito lordo inferiore a 15.000€ (oltre il 40 per cento del totale) non godrebbero di alcun beneficio. Già oggi infatti subiscono la tassazione al 23 per cento, che parrebbe confermata.

Chi guadagna tra i 15.001 e i 28.000 euro (cioè un contribuente su tre) inizierebbe invece a risparmiare con la nuova Irpef: per esempio coloro che dichiarano 20mila euro lordi avrebbe un beneficio di circa 100 euro all'anno. Lo sconto salirebbe oltre i 28mila euro: per loro il beneficio sarebbe di circa 260 euro all'anno. Questa simulazione riguarda i contribuenti single e senza figli, che non beneficiano di alcuna detrazione e deduzione se non quella da lavoro dipendente. Si tratterebbe perciò di un taglio regressivo, che andrebbe cioè a beneficiare di più i contribuenti facoltosi rispetto a quelli meno abbienti.

 

Si può anche calcolare la percentuale di risorse che andranno ai contribuenti. Secondo la stima di Sky TG24, il 20 per cento degli italiani con redditi più alti godrebbero di circa il 60 per cento delle risorse.