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Inflazione, dallo Stato 119 miliardi per raffreddarla

Economia

Simone Spina

A tanto ammontano complessivamente i fondi stanziati dal 2021 in poi per alleggerire il carovita. Tra sconti sulle bollette, riduzione delle tasse sui carburanti e bonus fiscali, questi denari hanno permesso di ridurre l'effetto dell'aumento dei prezzi, soprattutto per le famiglie già in difficoltà economica

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Per raffreddare l’impatto del carovita lo Stato ha stanziato quasi 119 miliardi. Più di 2 mila euro per ogni italiano, neonati compresi. Una cifra enorme, pari - all’incirca - a quanto fatto per gli aiuti per la pandemia.

I sostegni a famiglie e imprese

Un esborso che vale oltre il triplo dell’ultima manovra economica e che i governi che si sono succeduti dal 2021 a oggi hanno destinato a una variegata serie di misure per alleggerire soprattutto i rincari dell’energia a famiglie e imprese, con sconti sulle bollette di luce e gas, riduzione delle tasse sui carburanti, bonus una tantum e sgravi fiscali. 

 

70 miliardi nel solo 2022

I sostegni pubblici sono stati distribuiti nel tempo in quantità diversa, raggiungendo il picco l’anno scorso (70 miliardi) per andare a ridursi negli ultimi mesi, e riuscendo – secondo l’analisi dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio – a rendere meno duro l’impatto dell’aumento dei prezzi.

Il caro prezzi pesa di più sui chi è povero

 Le famiglie più povere, infatti, senza gli aiuti avrebbero subito un’inflazione del 19 per cento, di gran lunga superiore all’aumento medio e a quanto sopportato da chi ha redditi alti, visto che il carovita pesa effettivamente di più su chi normalmente ha difficoltà ad arrivare a fine mese.

La stangata poteva essere più dura

Se poi andiamo a vedere quanto si è risparmiato in cifra assoluta, ci viene in soccorso la Corte dei Conti, che calcola in oltre 350 euro per le famiglie disagiate, fino a quasi 1.300 per le più ricche.

L'Italia tra i Paesi più generosi

Insomma, sembra proprio che lo Stato abbia dato una mano consistente per ammorbidire questa tassa occulta, esplosa durante l’emergenza sanitaria e acuita dalla guerra in Ucraina, tanto che il nostro Paese risulta essere stato finora il più generoso, in percentuale alla ricchezza nazionale, rispetto alle altre maggiori economie europee.