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Energia, Ue: taglio di due terzi del gas russo entro l'anno

Economia

Simone Spina

Per non finanziare la guerra in Ucraina, Bruxelles propone un piano per ridurre le importazioni di metano da Mosca. La strategia, prevede una serie di misure, tra cui: l'acquisto da altri fornitori, più energia prodotta con solare ed eolico e temperature più basse di un grado per il riscaldamento

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"E’ difficile, molto difficile, maledettamente difficile ma possibile”. Non nasconde che l’obiettivo sia molto ambizioso, il vice-presidente esecutivo della Commissione Europea Frans Timmermans, nel presentare quanto Bruxelles ha messo nero su bianco: ridurre di due terzi le importazioni di gas dalla Russia entro quest’anno. Qualcosa come 100 miliardi di metri cubi in meno dai tubi di Mosca, che ora fornisce circa il 40 per cento del metano che arriva nell’Unione. 

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Emanciparsi da Mosca

Ed ecco cosa prevede il piano, battezzato Repower Eu, che va a braccetto con quello per ridurre l’inquinamento, per dare questo deciso taglio in tempo per il prossimo inverno, con l’intento di liberarsi del tutto (questa è la meta finale) del gas russo "ben prima" del 2030. 

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A caccia di altri fornitori

Innanzitutto, comprare il metano altrove, sia da chi lo fornisce coi gasdotti (Algeria e Azerbaijan, per esempio), sia da chi (Stati Uniti e Qatar) lo porta liquefatto via nave. In questo modo, quest'anno si potrebbe sostituire più di un terzo di quanto acquistato da Mosca (60 miliardi di metri cubi, di cui 50 gas liquido). Sempre nei prossimi mesi, potenziando eolico e solare, si rimpiazzerebbero altri 20 miliardi di metri cubi di gas. E abbassando di un grado la temperatura dei termosifoni, si risparmierebbero altri 10 miliardi di metri cubi.

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Energia più pulita

Altri contributi dal biometano (3,5 miliardi di metri cubi), mettendo più pannelli solari sui tetti (2,5 miliardi di metri cubi) e pompe di calore elettriche al posto delle caldaie a gas (1,5 miliardi di metri cubi). Previsto, poi, che i vari Paesi possano tassare, temporaneamente, le società energetiche, che coi rialzi delle materie prime avrebbero accumulato circa 200 miliardi di extraprofitti. Il ricavato, in parte, andrebbe ad alleggerire lo straordinario aumento delle bollette

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Riempire le scorte

Inoltre, l’Ue proporrà che entro il primo ottobre gli Stati comunitari facciano scorte, riempiendo gli stoccaggi al 90 per cento: ora, in media, sono al 27 per cento, ma giudicati sufficienti perché la stagione fredda è quasi finita e i flussi dalla Russia continuano. Sul tavolo, infine, nuove regole per allentare gli aiuti di Stato (di norma vietati) per sostenere le imprese colpite dal caro-energia.