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Criptovalute, cali a doppia cifra per lo stop della Cina: lo Skywall

Economia

Lorenzo Borga

©Getty

Cali fino al -50% hanno caratterizzato il mercato delle criptovalute nelle ultime ore. La Cina infatti ha vietato alle banche di gestire scambi di Bitcoin&co. Guarda lo Skywall

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Bitcoin, Ethereum, Litecoin, Dogecoin e tutte le altre criptovalute hanno subito un forte stop nelle ultime ore. Questa volta Elon Musk non c'entra: sono state invece alcune organizzazioni economiche cinesi a causare la forte frenata. Nella giornata di ieri i valori delle criptovalute sono scesi di decine di punti percentuali, cancellando un valore pari a centinaia di miliardi di dollari. Va ricordato infatti che ormai oggi Bitcoin vale poco meno di mille miliardi di dollari, più della Borsa Italiana.

 

La China Banking Association, la China Internet Finance Association e la China Payment and Clearing Association hanno infatti diffuso un comunicato in cui hanno scritto che «di recente i valori delle criptovalute sono schizzati e crollati e il trading speculativo è ripreso, [...] interrompendo il normale ordine economico e finanziario». Hanno aggiunto che dunque «le transazioni sono protette dalla legge». Tradotto: in Cina non sono più consentiti servizi relativi allo scambio di criptovalute da parte delle istituzioni finanziarie.

 

Una botta di cui il mercato ha risentito, arrivando a dimezzare il valore di alcuni asset rispetto ai picchi di aprile e maggio. Ora Bitcoin&co stanno risalendo la china, ma il mercato cinese è sempre stato fondamentale per le criptovalute. Circa il 60 per cento dei data center dove viene gestito Bitcoin, per esempio, si trova proprio nella Repubblica Popolare Cinese. La mossa potrebbe essere spinta da motivazioni politiche: la Cina infatti nel prossimo anno vuole introdurre una propria valuta digitale gestita dalla banca centrale, nella direzione in cui si stanno muovendo anche Fed e Bce. E dunque - nel piano cinese - le criptovalute private, come Bitcoin, devono lasciare campo libero.