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Macron: taglio tasse e deficit al 2,8%. Di Maio: facciamolo anche noi

Economia

Il vicepremier indica il modello Macron, che ha appena varato un maxi-taglio delle imposte, alzando il deficit, e dice: “Possiamo fare meglio di lui. Siamo, come loro, uno Stato sovrano”. Nuovo vertice sulla manovra a Palazzo Chigi: governo va verso soglia dell’1,8-1,9%

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La Francia vara un maxi-taglio delle tasse e per finanziare la misura, il deficit pubblico salirà al 2,8% del Pil. La misura è piaciuta a Luigi Di Maio, che commenta: “Possiamo fare meglio di Macron, siamo un Paese sovrano anche noi”. Il vicepremier sembra spingere sul modello francese ma nel nuovo vertice che si è svolto a Palazzo Chigi non si è arrivati ancora a sciogliere il nodo principale delle coperture per realizzare i 4 punti prioritari che pretendono i due partiti di maggioranza, M5s e Lega, ovvero ritocco della Legge Fornero, con l'introduzione della quota 100, flat tax al 15 per cento per le partite Iva, introduzione del reddito di cittadinanza e le misure denominate 'pace fiscale' volte a risolvere una serie dicontenziosi col fisco. 

Francia vara maxi taglio tasse, deficit-Pil al 2,8%

Il governo francese, a cui Di Maio guarda, ha previsto per l'anno prossimo un taglio delle tasse pari a 24,8 miliardi di euro, nel tentativo di dare impulso all'economia e creare più posti di lavoro. Per finanziare la misura, il deficit pubblico del Paese dovrebbe aumentare dal 2,6% del Pil di quest'anno al 2,8% l'anno prossimo, comunque sotto al 3%.

Di Maio: possiamo fare meglio

La mossa francese è stata così commentata dal vicepremier: "La Francia per finanziare la sua manovra economica farà un deficit del 2,8%. Siamo un Paese sovrano esattamente come la Francia. I soldi ci sono e si possono finalmente spendere a favore dei cittadini. In Italia come in Francia”, ha scritto sui social. Il viceministro più tardi, parlando da Genova, ha aggiunto: "Nel 2019 avremo capacità di fare nuovo debito, possiamo fare meglio di Macron. Diversi dogmi europei sono superati. Il tema non è fare più del 2 o del 3% ma il fabbisogno per finanziare riforme non più rinviabili”.

Di Maio: manovra del popolo, con reddito di cittadinanza

In giornata Di Maio ha spiegato che quella in arrivo sarà una "manovra del popolo" che "aiuta gli ultimi e fa la guerra ai potenti. Dentro ci saranno il reddito di cittadinanza, il superamento della Fornero e i soldi per i truffati delle banche. Manterremo le promesse a manterremo i conti in ordine".

Il tavolo a Palazzo Chigi

Fumata nera intanto nella riunione governativa preparatoria in vista della presentazione della nota di aggiornamento al Def e della legge di bilancio. Nelle circa tre ore di vertice con Giuseppe Conte a Palazzo Chigi,  i ministri Tria, Savona e Fraccaro, il sottosegretario alla presidenza Giorgetti e i viceministri al Mef Massimo Garavaglia e Laura Castelli non si è trovata la quadra. Il governo starebbe ragionando su un livello di di deficit dell’1,8-1,9% partendo dall'1,6%. Per la pace fiscale si studia un decreto ad hoc.