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Oxfam: 1% della popolazione possiede quanto il restante 99%

Economia
Foto d'archivio (Getty Images)

È quanto svela il rapporto della ong britannica. Negli Usa, un giorno di reddito di un amministratore delegato vale come un anno di salario di un dipendente. A metà del 2017, in Italia il 66% della ricchezza era del 20% della popolazione

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L'1% più ricco della popolazione mondiale possiede quando il restante 99%. E il divario tra i due gruppi continua a crescere: l’82% dell'incremento di ricchezza netta registrato nel mondo, tra marzo 2016 e marzo 2017, è andato in tasca a questi “paperoni”, mentre al 50% più povero - 3,7 miliardi di persone - non è arrivato nulla.
È quanto emerge dagli ultimi dati del rapporto Oxfam diffuso alla vigilia del Forum di Davos che quest’anno ha come slogan "ricompensare il lavoro, non la ricchezza". I dati registrano un aumento del divario ricchi-poveri, con l'arrivo di un nuovo miliardario ogni due giorni e con la disuguaglianza sul lavoro ancora più forte per le donne. In l'Italia, a metà de 2017, il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta.

Le disuguaglianze dagli Usa al Vietnam

Per fare qualche esempio del divario economico nel mondo, basti pensare che un giorno di reddito di un amministratore delegato vale, negli Stati Uniti, come un anno di salario di un dipendente. E ancora: un terzo del volume dei dividendi dei cinque principali marchi dell'abbigliamento garantirebbe salari dignitosi per 2,5 milioni di vietnamiti impiegati nel settore. 

In Italia 66% ricchezza a 20% della popolazione

La disuguaglianza interessa anche l’Italia. A metà del 2017, il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta, il successivo 20% ne controllava il 18,8%, lasciando così al 60% più povero appena il 14,8% della ricchezza nazionale. Il rapporto evidenzia anche che la quota di ricchezza dell'1% più ricco degli italiani superava di 240 volte quella detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione. E si tratta di un divario in crescita. Nel periodo 2006-2016, la quota di reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli italiani è diminuita del 28%, mentre oltre il 40% dell'incremento di reddito complessivo registrato nello stesso periodo è andato verso il 20% dei percettori di reddito più elevato. Così nel 2016 - cioè nel periodo con gli ultimi dati confrontabili disponibili - l'Italia occupava la 26esima posizione su 28 paesi Ue per la disuguaglianza di reddito disponibile.