Milano, il timelapse della nuova piazza della Scienza certificata come Living Lab. VIDEO

Cronaca

Piazza della Scienza è diventata un laboratorio a cielo aperto per sperimentare soluzioni concrete di mitigazione climatica. Attraverso il progetto REGENERA, realizzato nell’ambito di MUSA — l’ecosistema lombardo dell’innovazione e della ricerca, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il PNRR — le superfici minerali sono state ridotte per lasciare spazio ad alberi, arbusti e aree permeabili, capaci di assorbire l’acqua, favorire la biodiversità e contribuire a ridurre il calore

La piazza viene monitorata attraverso sensori e sistemi di rilevazione che raccolgono dati sul microclima, sulla qualità dell’aria, sulla biodiversità e sul benessere dello spazio pubblico. I primi risultati mostrano una riduzione della temperatura del suolo compresa tra il 20 e il 25 per cento. REGENERA dimostra così che la natura può diventare una vera infrastruttura urbana, capace di produrre benefici concreti e misurabili.

Prima piazza urbana europea certificata come Living Lab

Per il suo valore scientifico e innovativo, REGENERA ha ricevuto la certificazione europea come Living Lab da ENoLL, l’European Network of Living Labs, la rete internazionale, indipendente e senza fini di lucro che riunisce e certifica i Living Lab.

È un riconoscimento importante perché attesta la capacità del progetto di mettere in relazione ricerca, innovazione, ambiente e partecipazione. Piazza della Scienza non è soltanto uno spazio riqualificato, ma un luogo nel quale le soluzioni vengono sperimentate, osservate e valutate insieme alla comunità. La piazza continua a essere un luogo di incontro e di vita quotidiana, ma diventa anche un laboratorio nel quale studiare gli effetti della rigenerazione urbana e raccogliere informazioni utili per accompagnare la trasformazione di altre città.

Il rettore

Il rettore dell’Università di Milano-Bicocca Marco Orlandi sottolinea il valore di Piazza della Scienza come laboratorio a cielo aperto, nel quale la ricerca incontra la vita quotidiana e le soluzioni per la sostenibilità possono essere sperimentate direttamente nello spazio urbano. Commentando il riconoscimento europeo, evidenzia come la certificazione rappresenti un importante risultato per l’Ateneo e confermi la capacità della Bicocca di coniugare ricerca, innovazione e attenzione concreta alle sfide ambientali.

Le protagoniste

A questa esperienza hanno contribuito, in momenti diversi, due donne: Giovanna Iannantuoni, già rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, che ha sostenuto una visione dell’università aperta alla città e capace di trasformare la ricerca in azioni concrete, ed Emily Palm, ricercatrice americana che ha scelto di lavorare in Bicocca portando competenze e una prospettiva internazionale sui temi della sostenibilità urbana e della mitigazione climatica.

Palm vive il progetto anche nella dimensione quotidiana: spesso porta i propri figli in piazza, per far conoscere loro la biodiversità, osservare la natura e imparare, attraverso un’esperienza concreta, il rispetto dell’ambiente e della sostenibilità. Due percorsi diversi, dunque, uniti dalla volontà di dimostrare che anche una piazza può diventare uno strumento per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo.