A 34 anni dalla strage di via d'Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, una folla si è riunita a Palermo per commemorare le vittime e chiedere verità e giustizia. Tra le agende rosse simbolo della memoria, i familiari e i sopravvissuti — tra cui Antonio Vullo, unico superstite della scorta — hanno denunciato i 34 anni di depistaggi e misteri irrisolti. Il presidente della Repubblica ha inviato un messaggio in cui definisce la strage il culmine di un disegno eversivo contro le istituzioni democratiche, poi sconfitto. Dal palco anche le parole dell'ex magistrato Scarpinato, che rivendica di non essersi mai rassegnato di fronte a una verità giudiziaria ritenuta parziale.
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