I carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Civitavecchia, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, hanno dato esecuzione a un decreto di fermo nei confronti di 4 indagati, tre stranieri e un italiano, secondo le accuse componenti di una complessa associazione per delinquere dedita al traffico di stupefacenti a carattere transnazionale, importando dal Sud America e distribuendo in Italia grossi quantitativi di cocaina, con un volume d'affari stimato in circa 800 kg di stupefacente movimentati ogni anno. L’operazione sintetizza mesi di complesse indagini svolte dai Carabinieri di Civitavecchia che hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di un’organizzazione radicata nella Capitale e sul litorale nord laziale, dotata di solidissime diramazioni internazionali e collegamenti con alcuni esponenti la criminalità organizzata calabrese e campana. L’indagine ha avuto inizio ad agosto scorso, fornendo agli inquirenti la mappa iniziale del sodalizio sudamericano-italiano. I riscontri tecnici hanno consentito di ricostruire una precisa ripartizione dei ruoli, consentendo di ipotizzare l’esistenza di un broker internazionale (di origini dominicane), anello di raccordo strategico, responsabile dei contatti con i fornitori esteri, della logistica e della gestione dei complessi flussi finanziari illeciti; un vertice operativo colombiano (noto come il "Presidente"), capo e promotore incaricato di gestire i connazionali e le importazioni, di fissare il prezzario della droga e di curare i rapporti con i narcotrafficanti stanziali in Spagna e Sud America; un esperto broker romano: figura di raccordo e principale distributore per il mercato del litorale nord laziale e del centro Italia, capace di piazzare la droga a una fitta rete di intermediari e grossisti; un soggetto di origini calabresi, fondamentale per la fornitura di veicoli dotati di vani occulti meccanizzati.
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