Live In Roma, delitto Garlasco: procura Pavia chiude indagini su Sempio

Cronaca

Spazio anche all'attualità con le ultime novità sul delitto di Garlasco all'evento di Sky TG24 a Villa Torlonia a Roma. Ne abbiamo parlato con Giampietro Lago, ex Comandante del Ris dei Carabinieri di Pavia. "Sì, è possibile" che di giunga a una condanna per Andrea Sempio, ha spiegato il generale, "ma se succederà è ancora da vedere”

Alla luce delle ultime novità, con i pm di Pavia che hanno chiuso le indagini sul nuovo indagato Andrea Sempio, a Live In Roma (SEGUI LA GIORNATA IN DIRETTA) si è parlato del delitto di Garlasco con il generale Giampietro Lago, ex Comandante del Ris dei Carabinieri di Parma. Nel 2013 è entrato come investigatore nell’indagine sull’uccisione di Chiara Poggi: dopo cinque gradi di giudizio che avevano portato alla condanna di Alberto Stasi, ora l’unico accusato è Andrea Sempio. “Gli errori sono concepibili e accadono. In qualche modo dobbiamo anche essere compiaciuti di vivere in un sistema in cui gli errori possono essere emendati”, ha sottolineato il generale Lago. 

Tra gli elementi noti e quelli emersi nelle ultime note si completa il quadro della ricostruzione alternativa del delitto di Chiara Poggi. Gli elementi importanti in mano ai magistrati di Pavia che li portano a indicare come unico colpevole Andrea Sempio sono ad esempio, come emerso nelle ultime ore, delle intercettazioni in cui il 38enne ammette di aver visto video intimi della vittima con l’allora fidanzato e in cui parla di un tentato approccio fallito nei confronti di Chiara Poggi. Con questi elementi, che sembrano indiziari come lo erano quelli contro Stasi, si può arrivare a una condanna di Sempio? “Siamo in una fase - ha risposto il generale Lago - di chiusura dell’indagine preliminare che dovrà arrivare verosimilmente a un processo. Evidentemente l’ipotesi accusatoria ha convinto i colleghi che stanno investigando e la Procura che gli indizi siano sufficienti per arrivare alla condanna. Quindi sì, è possibile. Ma se succederà è ancora da vedere”. 

Poi, interrogato su chi sia il vero colpevole, l’ex comandante del Ris ha detto che, da investigatore e da cittadino, la sua convinzione è “irrilevante”.