Dall’ascesa fulminea di Guru al crollo tra eccessi, dipendenze e crack finanziario, Matteo Cambi ripercorre la sua storia in questa puntata di Sky TG24 Timeline. Il docufilm di Sky Crime ricostruisce successo, solitudine e caduta del “guru” della margherita. Oggi Cambi racconta la rinascita: ammissioni, risarcimenti e la scelta di rimettere insieme la propria vita
Alla fine degli anni ’90 un giovane di Parma, travolto da un’improvvisa fortuna e da un’ambizione senza limiti, trasforma un’intuizione in un fenomeno pop. Con fiuto imprenditoriale e un talento naturale per il marketing, Matteo Cambi porta una semplice margherita stilizzata a diventare Guru, uno dei marchi più riconoscibili dei primi anni 2000.
Nel giro di pochi anni diventa il volto di un successo clamoroso: sponsor di vip, calciatori di Serie A, personaggi televisivi e persino team di Formula 1. Ma dietro l’ascesa si nasconde un lato oscuro. Lo racconta a Sky TG24 Timeline, riconoscendo oggi ciò che allora non riusciva a vedere:
“Probabilmente in quegli anni ho vissuto molto velocemente il successo, anche della mia azienda, e in un’età giovane mi sono lasciato trascinare. In un contesto del genere tutto si è amplificato.”
Eccessi, dipendenze e una corsa sfrenata al successo trascinano Cambi verso un crollo rovinoso. Nel docufilm, Cambi affronta anche il tema del fallimento:
“Io ho sempre cercato di metterci la faccia, anche con la vicenda processuale. Quando mi sono trovato ad affrontare il processo e l’arresto, ho ammesso le mie colpe, ho cercato di risarcire e di risolvere immediatamente, visto che è successo tutto a 30 anni, per cercare di costruire una nuova vita e rialzarmi.”
Cambi racconta anche il prezzo degli eccessi:
“L’eccesso significava tutto: la dipendenza da sostanze, arrivata prima per curiosità e poi diventata una compagna quotidiana. Con le prime problematiche dell’azienda sono entrato in una fase di depressione e questo consumo è aumentato. Ero molto giovane, non ero pronto ad affrontare, nel bene e nel male, quello che stava succedendo.”
E poi c’è la solitudine, quella che arriva quando il successo svanisce:
«Ho passato momenti di grande solitudine, durati anni. All’inizio sono spariti un po’ tutti. Mi sono trovato ad affrontare tutta la vicenda giudiziaria solo, con le forze che ho tirato fuori.»
“Guru: la storia di Matteo Cambi”, in onda oggi 30 marzo alle 22.55 su Sky Crime, ricostruisce questa parabola estrema. Lo fa attraverso interviste esclusive ai protagonisti di quegli anni insieme a immagini d’archivio inedite e ricostruzioni che restituiscono l’atmosfera di quell’epoca.
Nel docufilm emerge anche un punto di svolta: la gestione del crack finanziario come occasione di salvezza. Cambi lo racconta così:
“È stato un momento di svolta per ripartire: mettere un punto fermo e cercare di collaborare e risarcire con tutto il mio patrimonio personale e anche con alcune cose lasciate dalla mia famiglia. Ho cercato di chiudere attraverso questo risarcimento tutta la vicenda e di ripartire il prima possibile.”
Oggi, lontano dai riflettori, emerge un’altra storia: quella di una lenta e faticosa rinascita.
“Sono pronto per ripartire. Avevo voglia di raccontare la mia storia per lasciare messaggi: ci sono tanti aspetti, tra cui la dipendenza. A volte non mi riconosco nel docufilm: sono cambiato tanto e mi viene da sorridere. Rivedo me stesso in un ragazzo molto giovane che commetteva errori giustificati in quell’età spensierata.”
“Se oggi incontrassi un giovane Matteo Cambi Gli consiglierei di crederci, come ho fatto io nonostante gli errori. Di credere fino in fondo al progetto e di stare lontano dal demone che mi ha distrutto: la droga, la cocaina”.
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