“Mi ha chiamata oggi alle 4.30 del mattino qua in Italia. Mi hanno fatto parlare con lui: sta bene, l’ho sentito bene, non vede l’ora di tornare a casa e noi non vediamo l’ora di abbracciarlo”. Gianna Burlò a Sky TG24 ha raccontato la prima telefonata con il padre dopo la liberazione. L'imprenditore piemontese era detenuto in Venezuela dal novembre 2024
Una chiamata nel cuore della notte e la notizia della liberazione di Mario Burlò. “Un’emozione grande”, ha detto la figlia, Gianna, che ha potuto sentire la voce del padre finalmente libero dopo una detenzione senza chiari motivi in Venezuela (LA SITUAZIONE NEL PAESE - AGGIORNAMENTI IN DIRETTA) dal novembre del 2024. “Mi ha chiamata oggi alle 4.30 del mattino qua in Italia. Mi hanno fatto parlare con lui: sta bene, l’ho sentito bene, non vede l’ora di tornare a casa e noi non vediamo l’ora di abbracciarlo”. Burlò, imprenditore e immobiliarista torinese, era partito nel 2024 per andare in Venezuela ed esplorare nuove opportunità imprenditoriali senza più fare ritorno. La detenzione, ha detto la figlia Gianna a Sky TG24, “chiaramente non è stata facile. Lui ha detto che è stato trattato bene, per quanto è possibile. Però non abbiamo tanto parlato della detenzione: mi ha chiesto come sto e cosa sto facendo”.
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