"L'impronta 97F? Non è attribuibile a nessuno". Marco Radaelli, consulente della famiglia Poggi, commenta in modo perentorio la traccia che, secondo quanto riportato dal 'Fatto Quotidiano', gli inquirenti ritengono sia quella della mano del killer di Chiara Poggi impressa sul muro a sinistra della villetta di via Pascoli. Radaelli è tra gli esperti chiamati a partecipare all'incidente probatorio disposto dalla gip Daniela Garlaschelli nell'indagine su Andrea Sempio che si è aperto stamattina nei laboratori della Polizia Scientifica in Questura a Milano. "Noi sappiamo che la traccia 97F è quella che certamente ha toccato la maglietta del pigiama che Chiara indossava ma non è ovviamente attribuibile, si tratta di un'impronta su un tessuto e non è chiaramente classificabile" ha aggiunto Radaelli parlando coi cronisti. "Siamo a disposizione dei periti, vedremo quello che si deciderà di fare".
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