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Un piatto di salute: rischi e bugie delle mode alimentari. L'inchiesta di Sky Tg24

Cronaca

Chiara Piotto

Parassiti nel sushi, mele "del contadino" nate in laboratorio e finto biologico: conosciamo davvero quello che mangiamo e i rischi per la nostra salute? Ne parliamo nella nuova inchiesta esclusiva di Sky TG24. GUARDA I VIDEO

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Quando andiamo a fare la spesa i nostri acquisti sono influenzati da diverse valutazioni: il prezzo, le calorie, la presenza o meno di glutine o lattosio, la certificazione biologica o DOP. Il valore che diamo a ciascuno di questi elementi dipende dalle nostre necessità e abitudini, ma anche da quello che studiamo, leggiamo, talvolta dal “sentito dire”. Proprio tra questi spazi si inseriscono le bugie, o mezze verità, che rischiano di mettere a rischio la nostra salute. E su queste bugie punta i riflettori l’inchiesta “Un piatto di salute” di Sky tg24, con il direttore Sarah Varetto.

Bere tanto latte è sempre un bene?

Siamo cresciuti con l’idea che il latte renda le ossa più forti, ma secondo uno studio dell’università di Harvard non è così, come è emerso dal servizio di Paola Baruffi. Se poi si dice che “il latte fa bene”, pochi sanno che non tutti i tipi di latte sono ugualmente salutari; il latte di alta montagna è molto più ricco in omega tre rispetto a quello più acquistato, proveniente da allevamenti intensivi.  GUARDA IL VIDEO

Sushi ‘all you can eat’, sai che pesci mangi?

I ristoranti asiatici a prezzi bassi sono in aumento in tutta Italia. Tonia Cartolano ha visitato alcuni locali ‘all you can eat’ a Milano e ha verificato come nella maggior parte di quei locali il sushi, che da tradizione giapponese dovrebbe essere preparato con pesce pescato (non allevato) e fresco, venga cucinato con pesce scongelato, persino senza abbattitore. Senza contare che gli chef di quei “ristoranti giapponesi” – tranne in rari casi – non sono affatto giapponesi e che i pesci non sono realmente quelli scritti sul menù. GUARDA IL VIDEO

Mele Ogm, ma quelle tradizionali non esistono più

Così come non sono “tradizionali” le mele che consideriamo tali. Tutte le varietà più note sono cloni delle varietà originali, mutate geneticamente nel corso degli ultimi decenni. Come? Con i tradizionali innesti, ma anche con sostanze chimiche e radiazioni. Eppure le mele modificate in laboratorio, “Ogm”, non possono arrivare sui nostri scaffali, anche se permetterebbero di azzerare l’uso di pesticidi. Un vero e proprio paradosso, che ha portato l’inviato Chiara Piotto in Olanda, dove vengono coltivate sperimentalmente le mele Ogm resistenti alla ticchiolatura, la malattia più diffusa tra i meli. GUARDA IL VIDEO

Finto biologico, il conflitto d’interessi

Neppure le coltivazioni biologiche sono esenti dall’utilizzo di prodotti chimici per difendere le piante da insetti e malattie. Sono principalmente a base di zolfo e rame, e nel lungo periodo possono essere dannosi per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Inoltre i controlli necessari per ottenere la certificazione vengono svolti una volta all’anno in base a fatture e documenti, molto raramente “sul campo”. Come ha potuto verificare l’inviato Ketty Riga questa prassi, unita al fatto che gli enti certificatori – tutti privati – siano pagati dalle stesse aziende, getta molte ombre sui prodotti biologici che compriamo: saranno veramente tutti bio? GUARDA IL VIDEO

Boom degli integratori alimentari, i rischi

Nonostante questo il settore del biologico è in forte crescita, in Italia e in tutta Europa, così come sono in forte aumento gli acquisti di integratori alimentari. Ma pastiglie “miracolose” e proteine in pillole servono davvero a dimagrire o a migliorare la forma fisica? Esperti di prevenzione cardiologica e nutrizione clinica hanno spiegato all’inviato Paola Baruffi i rischi legati a queste mode, spesso prescritte da erboristi o persino medici. GUARDA IL VIDEO

La dieta senza glutine per moda

Altra moda è quella del “gluten free”: il 75% di chi compra prodotti senza glutine lo farebbe, infatti, senza essere celiaco e senza quindi averne necessità medica. Un business che già vale 360 milioni di euro annui e riempie gli scaffali di prodotti più costosi, più lavorati e spesso con più grassi e conservanti. Eppure, come racconta l’inviato Francesca Cersosimo, molte persone seguono la moda senza glutine proprio per dimagrire. GUARDA IL VIDEO