Perché il 4 novembre è la Festa delle forze armate e dell'unità nazionale

Cronaca
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mentre rende onore al "Milite Ignoto" all'Altare della Patria a Roma (LaPresse)
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In questa giornata si celebra la fine della Prima Guerra Mondiale che consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste completando il processo di unificazione. Nella stessa occasione si rende onore anche al sacrificio dei tanti che hanno perso la vita durante il conflitto. Quest'anno gli eventi verranno limitati a causa del Covid, ma si terrà comunque la deposizione della corona di alloro presso i monumenti ai Caduti a Roma e in 35 città

Il 4 novembre in Italia si festeggia il Giorno dell'Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate. La data è stata scelta per commemorare l'entrata in vigore, il 4 novembre del 1918, dell'Armistizio di Villa Giusti siglato nella tenuta del conte Vettor Giusti del Giardino, a Padova, dall'Italia e dall'Impero austro-ungarico. L'atto, con il quale termina ufficialmente la Prima Guerra Mondiale, consente agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste, e portare a compimento il processo di unificazione nazionale, iniziato in epoca risorgimentale. Non a caso la Grande Guerra, da diversi storici, viene considerata la quarta guerra d'indipendenza italiana. Oltre a festeggiare l'unità nazionale, la ricorrenza intende celebrare anche il sacrificio di tanti italiani chiamati alle armi, le cui vite sono state spezzate nella tragedia della guerra. 

La Festa nazionale e il "Milite Ignoto"

Per celebrare l'evento e onorare i sacrifici dei soldati caduti, il 4 novembre 1921, nel Sacello dell'Altare della Patria a Roma si è tenuta la cerimonia di tumulazione del "Milite Ignoto". Il 23 ottobre dell’anno successivo, il Regio decreto n. 1354 istituiva il 4 Novembre festa nazionale. Status che è rimasto invariato fino al 1977, quando per la giornata è stata trasformata in "festa mobile", ossia si tengono celebrazioni istituzionali ma non è prevista la giornata festiva per lavoratori e studenti. Negli ultimi due decenni, dopo un periodo di appannamento, la festa è ritornata ad essere celebrata con manifestazioni ampie e diffuse, anche grazie al lavoro di valorizzazione dei simboli della Patria (come la sfilata militare del 2 giugno), compiuto a inizio anni Duemila del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Nella sua storia, questa celebrazione ha assunto un nome diverso solo durante il ventennio fascista quando venne ribattezzata 'Anniversario della Vittoria'. Dopo la Seconda Guerra Mondiale è tornata, però, ai titoli originari preferendo celebrare l'unità nazionale e il sacrificio delle forze armate piuttosto che il successo bellico.

Missioni di pace

L'attività delle forze armate italiane è disciplinata dall'articolo 11 della Costituzione che dichiara: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad uno ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo". Per questa ragione, oltre ai compiti di difesa del territorio nazionale, le forze armate del nostro Paese possono essere utilizzate solo per missioni per imporre la pace (peace enforcement), o per il mantenimento della pace (peace keeping) nel quadro delle collaborazioni internazionali di cui fa parte, ovvero la Nato e l’Unione europea. In queste missioni l'uso della forza deve essere limitato all'autodifesa e alla difesa del mandato.

Le celebrazioni in tempo di Covid

A causa della pandemia, le parate pubbliche in tutti i comuni italiani sono state cancellate, in modo da evitare folle e assembramenti. Si terranno come sempre, invece, le celebrazioni istituzionali. Il 4 novembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, deporrà una corona di alloro all’Altare della Patria, alla presenza di autorità costituzionali, militari e civili. Nella stessa giornata, verrà deposta una corona di alloro presso i monumenti ai Caduti in 35 città italiane. Lo slogan di quest'anno è "Io ci credo".

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