La Procura di Milano depositerà una nuova richiesta di incidente probatorio sulla dinamica dell'incidente in cui è morto il 19enne nel 2024. La nuova istanza arriva dopo che la difesa di Fares Bouzidi, l'amico di Ramy che guidava lo scooter, ha depositato nelle scorse settimane una relazione in cui, in sostanza, si parla di uno speronamento volontario. Sulla richiesta le parti discuteranno nell'udienza del 21 dicembre e poi la gup deciderà
Si è tenuta oggi al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano l'udienza preliminare sul caso di Ramy Elgaml, il 19enne morto il 24 novembre 2024 nello schianto dello scooter guidato dall'amico Fares Bouzidi, 23 anni, dopo un inseguimento da parte dei carabinieri per circa otto chilometri. La Procura di Milano, nell'udienza preliminare, ha anticipato alla gup Tiziana Landoni che depositerà una nuova richiesta di incidente probatorio sulla dinamica dell'incidente in cui è morto il 19enne nel 2024. Due richieste dei pm erano state respinte in fase di indagini dal gip. La nuova istanza arriva dopo che la difesa di Fares Bouzidi, l'amico di Ramy che guidava lo scooter, ha depositato nelle scorse settimane una relazione in cui, in sostanza, si parla di uno speronamento volontario. Sulla richiesta le parti discuteranno nell'udienza del 21 dicembre e poi la gup deciderà.
Le tappe precedenti
Nell'ottobre 2025 i pm Serafini e Cirigliano avevano chiesto per due volte una perizia in incidente probatorio sulla dinamica, con istanze sempre respinte dal gip, che faceva presente, in pratica, che l'accertamento 'terzo' si poteva fare anche nell'eventuale processo. Poi, i pm avevano chiuso le indagini, modificando più volte il capo di imputazione, fino a contestare il concorso nell'omicidio colposo stradale sia al carabiniere Antonio Lenoci che a Fares Bouzidi, che guidava lo scooter, ma per il primo con "eccesso colposo nell'adempimento del dovere". Lo scorso settembre, gli avvocati Piazza e Romagnoli, che assistono Bouzidi, hanno depositato una nuova consulenza composta da un video e da una relazione di una quarantina di pagine, realizzata dalla "ong francese Index, specializzata nella costruzione di modelli 3d". Una consulenza con cui i legali ribadiscono, in sostanza, la linea dell'omicidio volontario e dello speronamento. Non di un solo urto accidentale tra i due mezzi nella fase finale dell'inseguimento, come individuato, invece, nella consulenza e nelle indagini dei pm. La Procura, preannunciando la nuova istanza alla gup, ha fatto riferimento al deposito di quell'ultima relazione della difesa Bouzidi. Nel procedimento era parte offesa anche il ministero della Giustizia, che non ha ritenuto di chiedere di entrare come parte civile.
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La famiglia di Ramy
La legale della famiglia Ramy, l'avvocata Barbara Indovina, intanto, ha espresso soddisfazione perché i genitori e il fratello della vittima sono stati ammessi come parti civili, come richiesto, per i reati contestati ai sette carabinieri che vanno, a vario titolo, dal favoreggiamento al depistaggio fino al falso nel verbale d'arresto. E non per l'omicidio stradale perché la famiglia è stata già risarcita dall'assicurazione dello scooter guidato da Bouzidi. Sarà, comunque, un "procedimento lungo", ha chiarito l'avvocata. Per la famiglia Ramy - che non persegue la linea dell'omicidio volontario - si è trattata di una "tragedia", mentre va accertata la verità su ciò che è accaduto dopo l'incidente, ossia sugli altri reati contestati ai militari che avrebbero sviato le indagini.
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Ammessa citazione responsabile civile ministero Difesa
E' stata ammessa su istanza della difesa di Fares Bouzidi la citazione come responsabile civile del ministero della Difesa nel caso di Ramy Elgaml. Nella prossima data dell'udienza preliminare del 21 dicembre l'avvocatura del ministero potra' chiederne l'esclusione.