Morte Fakir, nuova denuncia della famiglia dopo audio con frasi choc dei poliziotti

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A presentarla sarebbe stato l'avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari del 42enne, facendo riferimento alle parole registrate dalla bodycam di uno degli agenti e trascritte agli atti, tra cui "Se schiatta ci divertiamo" e "È schiattato, ah". La denuncia ipotizzerebbe reati più gravi rispetto a quello attualmente contestato

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Una nuova denuncia alla Procura di Bologna per le frasi pronunciate da due poliziotti durante l'intervento del 19 luglio in cui è morto Abderrahim Fakir. A presentarla sarebbe stato l'avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari del 42enne, facendo riferimento alle parole registrate dalla bodycam di uno degli agenti e trascritte agli atti, tra cui "Se schiatta ci divertiamo" e "È schiattato, ah". Secondo quanto anticipato da Repubblica, la denuncia ipotizzerebbe reati più gravi rispetto a quello attualmente contestato, sostenendo che le frasi pronunciate durante l'intervento possano contribuire a chiarire l'elemento psicologico della condotta.

De Pascale: "Attivammo subito audit interno su intervento del 118"

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale. "Come Regione Emilia-Romagna abbiamo immediatamente attivato un audit interno e una verifica rispetto a quello che è accaduto", ha dichiarato. "Per commentare la perizia devo leggerla, finora abbiamo appreso le notizie dai giornali. Davanti a un caso come questo tutti, a prescindere da quelle che saranno le valutazioni della magistratura, devono chiedersi cosa si poteva fare di più e di meglio", ha aggiunto. De Pascale distingue quindi tra gli eventuali profili penali e le verifiche sull'organizzazione sanitaria. "C'è un aspetto penale sul quale non entro, perché sono molto rispettoso delle prerogative della magistratura. Ma c'è anche una dimensione dell'organizzazione sanitaria. Davanti a ogni evento avverso, soprattutto quando porta alla morte di una persona, le strutture sanitarie dell'Emilia-Romagna si mettono in discussione e verificano fino all'ultima virgola cosa si doveva fare, cosa si poteva fare, cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato". "Questo lavoro è stato avviato fin dal primo giorno, indipendentemente dall'attività della magistratura", conclude de Pascale.

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