Airbag per ciclisti, nasce Veloshield: come funziona

Cronaca

Presentato ufficialmente all'Internet Festival di Pisa, Veloshield si tratta di una vera e propria "linea di abbigliamento e accessori protettivi per il ciclista urbano", composta nello specifico da due innovativi prototipi: "una giacca e uno zaino". Entrambi i sistemi incorporano sofisticati pad antiurto posizionati nei punti biometrici più vulnerabili e soggetti a impatti violenti in caso di caduta o scontro come ginocchia, gomiti e zona lombare

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Trasformare la sofferenza per una tragedia personale in un'innovazione capace di salvare centinaia di vite umane lungo le strade delle nostre città. È da questa fortissima motivazione civica che muove i primi passi 'Veloshield', l'avveniristico progetto di protezione integrata dedicato a tutti i ciclisti urbani, concepito e sviluppato da Lavinia Romano, brillante studentessa 23enne dell'Istituto Modartech. Il dispositivo, nato da un'intensa e preziosa collaborazione con l'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, è stato illustrato nei dettagli dalla giovane ideatrice nel corso di un'intervista rilasciata al giornalista Davide Campione all'interno della trasmissione 'Pillole di Eta Beta', la rubrica di divulgazione scientifica e tecnologica curata e condotta da Massimo Cerofolini sui canali di Rai Radio1. A spingere la giovane creatrice verso questa sfida ingegneristica e concettuale è stato un evento drammatico: "Purtroppo ho perso un amico a causa di un incidente stradale in bicicletta, questo mi ha dato una motivazione per cercare di trovare una soluzione e mi ha fatto anche capire la gravità di questa situazione", ha raccontato con emozione Romano ai microfoni del programma.

Come funziona lo 'scudo' tecnologico

Presentato ufficialmente nella prestigiosa cornice dell'Internet Festival di Pisa, Veloshield si concretizza in una vera e propria "linea di abbigliamento e accessori protettivi per il ciclista urbano", composta nello specifico da due innovativi prototipi: "una giacca e uno zaino". Entrambi i sistemi incorporano sofisticati pad antiurto posizionati nei punti biometrici più vulnerabili e soggetti a impatti violenti in caso di caduta o scontro come ginocchia, gomiti e zona lombare, "posti in quelle zone per assorbire gli urti", ma la vera rivoluzione risiede nell'integrazione di un sistema di segnalazione attiva delle intenzioni di svolta tramite frecce a led posizionate sulla schiena. "Ci sono dei guanti integrati che hanno un tessuto conduttivo posizionato tra il pollice e l'indice, in modo che chiudendo le due dita insieme si attivano delle frecce al led, che si trovano nel retro della giacca" evitando così la pericolosa necessità di dover staccare le mani dal manubrio durante le manovre nel traffico. A completare questo scudo tecnologico si aggiunge infine la sperimentazione di una nuova frontiera della protezione individuale, un vero e proprio sistema di 'airbag' per ciclisti a cui la giovane ricercatrice sta lavorando e che sarà costituito da speciali sacche riempite con "del fluido non newtoniano sintetico: una volta che c'è un urto il fluido si indurisce per assorbirlo", posizionato in punti strategici per proteggere efficacemente i gomiti, la zona lombare e le ginocchia. 

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