Mario Spedaliere stava rientrando a casa, dopo aver assistito alla partita di Eccellenza Puteolana-Portici, quando è stato colpito alla testa probabilmente con una mazza da baseball. Una decina le persone identificate. L’appello dei familiari: “Costituitevi”
Rischia la vita il tifoso del Portici colpito alla testa probabilmente con una mazza da baseball dopo la partita di Eccellenza Puteolana-Portici. Tutto sarebbe avvenuto mentre il supporter del Portici, Mario Spedaliere, 34 anni, dopo avere assistito alla gara, stava avviandosi verso casa. Sul grave episodio sono in corso indagini della Polizia che sta passando al setaccio le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona dove è scoppiata la rissa in cui sarebbe stato coinvolto un folto gruppo di persone.
Le persone identificate
Una decina al momento le persone identificate dagli investigatori della Digos di Napoli che, insieme con i carabinieri, stanno cercando di delineare la dinamica dell'aggressione e gli autori delle violenze. Secondo le prime informazioni, a entrare in azione sarebbero stati ultras con il volto coperto e armati di mazze che a bordo di auto avrebbero preso d'assalto le vetture dei tifosi ospiti del Portici sulla via del ritorno.
L'appello della famiglia: "Costituitevi"
"Mio fratello è in fin di vita, è in coma, non ci hanno dato nessuna speranza, ti devi costituire": a lanciare l'appello all'aggressore è la sorella del 34enne sottoposto a un delicatissimo intervento chirurgico alla testa. "Non si può fare questo per una partita di calcio, - ha detto ancora la donna - vogliamo giustizia". Rincara la dose Massimo Spedaliere, il padre della vittima: "Le forze dell'ordine potevano gestire meglio la sicurezza nello stadio e soprattutto all'esterno dello stadio: non si fanno uscire le tifoserie ospiti pochi minuti dopo quella casalinga senza scorta. Secondo me qualcosa è andato storto. Ringrazio per la solidarietà, faccio un appello alla forze dell'ordine: devono prendere questo assassino".
La vicinanza delle istituzioni
Al 34enne - che è padre di due figli e marito di una moglie incinta, fa sapere la sorella -, hanno fatto visita i sindaci di Pozzuoli, Luigi Manzoni, e di Portici, Claudio Teodonno. "Il calcio e lo sport - hanno detto attraverso un comunicato i due primi cittadini - non hanno e non devono avere mai nulla a che fare con la violenza, con la sopraffazione o con la criminalità. Scene del genere sono un'offesa ai valori civili". "Il calcio non può e non deve mai diventare teatro di violenza. La rivalità sportiva deve rimanere confinata al terreno di gioco e non può trasformarsi in odio, aggressioni e gesti che mettono a rischio la vita delle persone", interviene la società del Portici calcio. "Di fronte a fatti di tale gravità - sottolinea la Puteolana 1902 - non possono esserci giustificazioni, attenuanti o zone d'ombra. La violenza non è tifo, non è appartenenza, non è rivalità sportiva. È una negazione dei principi fondamentali sui quali lo sport deve fondarsi".