Papa Leone XIV durante l’Angelus in Vaticano invita i fedeli a pregare per la pace e ricorda l’incontro ad Assisi con i leader religiosi del 27 ottobre. Ispirandosi al secondo comandamento parla dell'amore che non è un obbligo, né un comando. "Non possiamo amare veramente Dio senza che questo amore straripi nell’amore verso gli altri", dice il Papa
"Continuiamo insieme a pregare per la pace". Lo ha chiesto il Papa all'Angelus ricordando l'incontro per la pace che si tiene ad Assisi. "Dopodomani, 27 ottobre, uniamoci spiritualmente ai Capi di Chiese e ai leader religiosi che si raduneranno ad Assisi nel quarantesimo anniversario dell'incontro convocato da San Giovanni Paolo II". Poi Leone XIV ha continuato: " Mai come oggi è evidente che le guerre, oltre ad a seminare morte e distruzione, impoveriscono e danneggiano il mondo. Il Signore ispiri scelte di dialogo e di pace".
Angelus : “L'amore non è un obbligo, non è a comando”
Nell’incontro con Dio "il comandamento dell’amore non è un obbligo, né una imposizione. Non si può, infatti, amare a comando. L’amore per Dio è l’esigenza propria del desiderio dell’uomo, che trova il suo compimento nella comunione con Lui". Lo ha detto il Papa all'Angelus commentando il Vangelo di oggi. "Non possiamo amare veramente Dio senza che questo amore straripi nell’amore verso i fratelli e le sorelle. E non possiamo amare davvero il nostro prossimo se non come figli di uno stesso Padre", ha concluso Leone XIV.
Nel vangelo
"Nel Vangelo di oggi il Signore ci conduce ancora una volta al cuore della nostra fede. Un dottore della Legge, per mettere alla prova Gesù, gli domanda: 'Nella Legge, qual è il grande comandamento?'. Il Maestro risponde citando un passo del Deuteronomio: 'Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente'. Cristo pone come fulcro del rapporto con Dio la dimensione dell’amore. Non basta, infatti, sapere che Dio esista, che sia l’unico, o che sia l’Onnipotente; il Signore cerca da noi una relazione personale: l’unico vero Dio vuole diventare il nostro Dio. L’amore per Dio è l’esigenza propria del desiderio dell’uomo, che trova il suo compimento nella comunione con Lui. Per questo, il nostro amore può essere autentico quando è risposta al suo amore che sempre ci precede. Da qui il bisogno di una totalità che coinvolga l’intera persona: cuore, anima, mente". Così Papa Leone nell'Angelus in Piazza San Pietro.
Il secondo comandamento: Amerai il tuo prossimo come te stesso
"Al primo comandamento, il Signore ne unisce un secondo: 'Amerai il tuo prossimo come te stesso'. Questa regola di vita sgorga da una stessa fonte: perciò, dice Gesù, è simile alla prima. Dall’intima relazione con Dio diventiamo capaci di guardare noi e il prossimo con lo stesso sguardo di Cristo - spiega - secondo la sua prospettiva. In questo modo, l’egoismo è vinto e anche l’amore per sé stessi si fa carità: la nostra esistenza si volge verso l’altro e diventa dono per chi ci sta accanto. Santa Teresa di Gesù Bambino lo ha compreso bene: 'Solo l’amore, scriveva, spinge all’azione le membra della Chiesa; spento questo amore, essa non annuncerebbe più il Vangelo'. Senza di esso, infatti, la nostra fede verrebbe privata del suo contenuto, le nostre buone opere si ridurrebbero a moralismo, la nostra speranza sarebbe vana. Non possiamo amare veramente Dio senza che questo amore straripi nell’amore verso i fratelli e le sorelle. E non possiamo amare davvero il nostro prossimo se non come figli di uno stesso Padre che ci ha amati per primo nel suo Figlio Gesù. Chiediamo al Signore la grazia di un cuore nuovo, capace di accogliere e di vivere il grande comandamento. Interceda per noi la Vergine Maria, nel cui cuore immacolato non c’è altro che amore".